storia

         

          A pochi chilometri da Rosciano, immersa nel verde della fertile vallata in cui scorre il fiume Nora, Villa Badessa, frazione di Rosciano, rappresenta la pi¨ settentrionale colonia italoalbanese d'Italia. Un'oasi orientale che segue il "Tipik˛n" (rito) di Costantinopoli in lingua greca. I cinquecento abitanti che danno vita a questa minuscola diaspora sono i discendenti di un gruppo di diciotto famiglie che partirono nella prima metÓ del secolo XVIII dall'Albania meridionale dai villaggi di PiqerÓs, Luk˛va, Shen Vasýli, Klik¨rsi, Nivizza e Corf¨ della regione di Chimara per sfuggire all'occupazione turca dei Balcani (Settima migrazione delle colonie albanesi).
Giunti in Italia
il 4 marzo 1744, ricevettero da Carlo III di Borbone i due feudi allodiali dell'Abbadessa e di Piano di Coccia dove si insediarono ufficialmente.
Il piccolo nucleo era accompagnato da due sacerdoti ortodossi ai quali era affidata la cura spirituale della comunitÓ, dedita all'agricoltura.
Ragioni storiche e geografiche ma soprattutto la diversitÓ di rito religioso - hanno consentito la conservazione dell'idioma di origine e delle fisionomie etniche. Ancora oggi infatti gli arbŰreshŰ badessani si esprimono in quell'antica lingua, e gli anziani, anche se in sempre pi¨ rare occasioni, indossano gli splendidi costumi tradizionali, estremamente caratteristici perchÚ originari e affini a quelli epiroti. Nonostante i cambiamenti di vita che si sono verificati nel corso dei secoli, dentro la piccola chiesa di Maria SS.Assunta (in albanese "kýmisis") che si erge all'estremo limite di piazza Kastriota Skanderbeg - il leggendario eroe albanese che combattÚ contro i turchi - il tempo sembra essersi cristallizzato.

 
affreschi
 
Chiesa Padronale. Affresco
 

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