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               Le celebrazioni della Settimana Santa

a Villa Badessa hanno inizio con gli enkomia, il pianto delle donne sulla icona della deposizione e culminano con la veglia notturna in attesa della luce di Pasqua.
Prima che sorga il sole della Domenica di Resurrezione, il papas, seguito dai fedeli che hanno passato con lui la notte in preghiera nella piccola chiesa, da’ vita ad una suggestiva processione che partendo dalla iconostasi interna si reca sul narcete che si apre davanti alla costruzione sacra.
Mentre l'officiante, rivestiti i paramenti solenni reca l'icona della Resurrezione, gli altri si fanno luce con le candele e tutti insieme, in silenzio si volgono verso oriente in attesa dell'alba.
Al primo spuntare del sole il papas canta il primo verso del Vangelo secondo Giovanni e con toni di grande giubilo che ricordano le antiche danze della liturgia greca, riavvia il corteo all'interno della chiesa, dove i partecipanti, conclusa la liturgia del mattino, si scambiano gli auguri donandosi a vicenda uova dipinte e decorate.

               La tradizione greco-albanese di settembre.
Come ogni anno la comunità greco-albanese di Villa Badessa, si appresta a festeggiare la patrona locale, Santa Maria Odigitria, rappresentata in una preziosa icona conservata all'interno della chiesa parrocchiale. Si tratta di una festa importante, per l'assoluta unicità che la caratterizza e l'estremo interesse che la comunità desta anche in studiosi e ricercatori, o semplicemente turisti curiosi. L'oasi orientale di Villa Badessa, infatti, una delle poche del centro Italia legate alla cultura greco-albanese, ha conservato inalterate le tradizioni e i costumi antichi albanesi, nonché il rito ortodosso greco-orientale.
Così in occasione della festività della natività della Tuttasanta Madre di Dio Odigitria, nella piccola frazione, situata all'interno del comune di Rosciano e caratterizzata dall'unico centro in Abruzzo di rito greco-albanese bizantino, saranno celebrati caratteristici e suggestivi riti orientali. La colonia albanese di Villa Badessa è tra le più recenti emigrate in Italia, precisamente nel 1743, rispetto ad altre.
La chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta in cielo dotata di Ikonòstasi, cioè icone, ben 75 dipinti su tavole dal 15º al 20º secolo, alcune delle quali restaurate nel 1965, e riconosciute dal ministero dei Beni culturali come opere storico-artistiche di interesse internazionale.
Custode della preziosa cultura e tradizione è il papas Lino Bellizzi, che da decenni, ormai, si prodiga sia per conservare i riti religiosi, sia per propagandare le ricchezze culturali dell'oasi. Oasi che ancora oggi mantiene costumi e lingue originali, anche se difficile sembra la conservazione. Per questi motivi la festa che si celebra ogni settembre, unita alla Pasqua ortodossa di aprile, costituisce ogni anno un'occasione per rinverdire e proteggere le tradizioni religiose e culturali. A questo proposito, infatti, numerosi sono stati gli appelli lanciati dal papas Bellizzi affinché il patrimonio culturale di Villa Badessa non scompaia, e affinché la chiesa sia appoggiata dalle istituzioni pubbliche nella sua funzione di salvaguardia delle antichità materiali e spirituali del piccolo centro.


Il programma. Ricco il cartellone delle feste. Si inizia con i giochi popolari, mentre l'apertura della festa ci sarà  con la confessione e i Vespri.  La mattina seguente si apre con la messa. Il clou della festa religiosa però è prevista quando verrà portata in solenne processione la Santa Icona di Maria Odigitria, portata in Italia dagli albanesi in fuga dall'Epiro nel 1743. In serata il tradizionale ballo della pupa e i fuochi pirotecnici concluderanno la serata e i festeggiamenti.

Stralcio tratto da uno testo di M. Tabellione

 

 

 

 

 

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Celebrazione della Settimana Santa

abiti villa badessa

Abiti tradizionali di Villa Badessa tratti
dal volume "Costumi degli albanesi d'Italia"

 

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