A San Paolo Albanese i residenti sono orgogliosi delle proprie
radici e anche i più giovani cercano di conservare gli usi, i costumi e soprattutto di
non dimenticare la lingua dei nonni. Un'esigenza avvertita da tutti i cittadini di origine
albanese, molti dei quali hanno più volte espresso la volontà di imparare a scuola sia
l'italiano che larabereshe. L'idea è stata presa in seria considerazione
dalla Regione Basilicata; il governo regionale ha infatti varato una legge (la n. 16 del 28 marzo 96) che mira a promuovere e a tutelare le
minoranze etniche-linguistiche di origine greco-albanese. Le finalità della normativa
possono essere riassunte in quattro punti: valorizzazione di testimonianze storiche,
artistiche e culturali che legano la comunità al proprio territorio di origine, sviluppo
della ricerca storica e linguistica, organizzazione di manifestazioni della tradizione arbereshe
e promozione difforme di solidarietà con il popolo d'Albania. La legge, insomma, si
affianca al naturale processo di passaggio da padre in figlio di una cultura,
quella albanese, che in Basilicata ha trovato una terra ospitale che si immerge nella
quiete ancestrale della montagna. Proprio come nel Paese delle Aquile.
Abito tradizionale
Di colori vivissimi, ornato di ricami, nastrine oggetti d'oro
è il costume indossato dalle donne di San Paolo nelle feste e per le nozze (nella foto) :
più scuro e con un tipico cappello a conto, da cui pende un ciuffo di nastri colorati
quello maschile. Esistono sartorie che li confezionano artigianalente.