curiosità

 

          Camminando lungo lo Straface nei pressi in cui vi affluisce il torrente Romito c’è l’omonima grotta, famosa non per gli stessi motivi di quella di Papasidero (vedi foto e nota), ma perché in questa caverna dall’aspetto davvero tetro, si era raccolto a fare penitenza un frate che aveva stuprato una ragazza sul Monte Piccato (o Impiccato), tra Castroregio e Oriolo. In seguito all'insensato gesto, costui aveva visto un fantasma vestito di bianco il quale per fargli espiare la sua colpa, lo aveva obbligato ad una vita di eremitaggio, pena la morte.

          In località Cerviola e Casaletto, lungo lo Straface, sorgeva, nel XIII secolo, un piccolo casale che aveva, addirittura, diritto d’asilo. Nella chiesa c'era una sola tomba che si credeva contenesse un serpente con sette teste che poteva uscire da un momento all’altro. Gli Albanesi per augurare del male a qualcuno dicono: "Ti possa mordere il serpente di Casaletto".

 

 
graffito
Grotta del Romito

Su un macigno calcareo, posto all'imboccatura della grotta, nel 1961, venne scoperto un graffito risalente al Paleolitico superiore (12.000-10.000 a.C.).
Esso riproduce la sagoma del Bos primigenius, un bovide estinto, e poco più in basso, la testa di un altro bovide. La sagoma del toro è lunga 1,20 m ed è incisa su macigno calcareo di 2,30 m di larghezza.
Vicino al masso, lo stillicidio ha provocato la formazione di una stalagmite dalla curiosa forma di un cavallo.

 

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