Il rito greco cattolico si mantenne a Falconara fino al 1639,
secondo quanto afferma in un suo manoscritto Ferdinando
Riggio. Un'altro studioso (Rodotà) riporta il
1670. Giovan Battista Moscato riferisce che per circa 68 anni, dal 1487 al 1555, rimasero
senza culto. Per centoquindici anni ebbero parroci di entrambi i riti, greco e latino, poi
si estinse il rito greco e per molti anni (circa 33) ci furono soltanto delegati a tempo
di rito latino. Successivamente si fece di tutto affinché i parroci latini fossero
stranieri (dal 1558 al 1632). Da quella data iniziò la lunga lista di sacerdoti
falconaresi, che si interruppe nel 1952 con la morte di Bernardino Lupi. Il rito greco
dopo circa tre secoli è stato ripristinato (1974). Passando dalla Diocesi di Cosenza all'Eparchia di Lungro.
Secondo molti storici il passaggio al rito latino ha fatto si che si perdessero molti usi
e costumi tipici della tradizione albanese, un altro fattore che ha determinato tale
perdita è stato l'isolamento geografico (in particolare per la lontananza e quindi la
mancanza di rapporti con gli altri numerosi centri albanesi presenti in Calabria). Tra le
peculiarità del rito ve ne sono alcune forse un pò "originali", ad
esempio i preti di rito Bizantino possono contrarre matrimonio purché esso sia celebrato
prima dell'ordinazione sacerdotale. Un'altra particolarità di rilievo riguarda la
liturgia che è più lunga e che prevede durante l'Eucaristia al posto dell'Ostia un pezzo
di pane. Durante la celebrazione del matrimonio gli sposi, alla conclusione del rito,
rompono il bicchiere dove hanno bevuto come simbolo dell'indissolubilità del matrimonio.
Le varie celebrazioni avvengono tutte in lingua albanese o greca.
- Tratto da un esauriente ricerca di
- Robin Riggio sul sito http://www.falkunara.com

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Il Castelluccio visto da altra
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