Situato ai
piedi della Sila Greca a 400 m. di altitudine, dista circa 12 Km dalla Piana di Sibari ed
da altrettanti km da San Demetrio Corone in un
suggestivo scenario di ulivi e dal tipico paesaggio collinare. Il più antico
documento (Bolla di Papa Urbano II) testimonia l'esistenza del paese fin dal lontano 1089.
Intorno al XV sec. venne popolato da una colonia di profughi albanesi. (Questa è definita nella storia delle colonie albanesi la quarta migrazione e risale agli
anni 1470 - 1478). Strighari è appunto il nome
albanese della comunità preso in onore di un condottiero della città di Strura in Albania. La lingua albanese è ancora oggi parlata dalla
popolazione, come pure sono tramantati da tempo gli usi, i costumi ed il rito della madre
patria. L'insediamento monastico, il primo nato
cronologicamente e consacrato ai Santi Cosma e
Damiano, fu sotto la dipendenza della Badia
Sant'Adriano. Il casale fu feudo del principato
di Bisignano e, sotto i Sanseverino, rimane fino al 1597, per poi passare, quale
bene dotale, a Bernardino Milizia.
Successivamente, fu assegnato ai Castriota nel 1638 e, infine, ai Campagna che vi rimasero fino alle leggi eversive del 1806. Nel centro storico, caratteristico lo stretto corso principale che taglia
in due il paese, affiancato da vecchi palazzi con facciate in pietra e tipiche arcate,
fino all Chiesa Parrocchiale (sec. XVIII, stile barocco napoletano, campanile a cuspide). Tra i personaggi che vi nacquero, ricordiamo: Giuseppe Serembe,
grande poeta lirico il cui busto di bronzo, opera dello scultore Odisse Paskali, si trova
in piazza della Libertà. Il
Serembe nei versi trasfuse le amare esperienze di unesistenza travagliata. Nato nel
1844, dopo lunghe peregrinazioni si spense nel 1901 a San Paolo del Brasile. Delle sue
numerose opere restano solo i "Canti", pervasi da mirabile lirismo che lo colloca
ai vertici della letteratura albanese; Guglielmo Tocci, perseguitato dai Borboni, deputato al Parlamento
nazionale, autore di molte pubblicazioni di carattere storico-giuridico; Agostino Tocci, autore di, una "Storia di Giorgio Skanderbeg",
composta nel 1645; Donato Tocci, martire della Repubblica Partenopea; Francesco Maria Tocci, patriota giustiziato durante la rivoluzione del 1848; Terenzio Tocci insigne uomo politico e giurista, giustiziato in
Albania con lavvento del regime ai Enver Hoxha (1945); Cosmo Serembe,
nipote del poeta; e P. Teodoro Minisci, archimandrita delle celebre abbazia basiliana di rito bizantino
di Grottaferrata.