Questa cittadina, da cui si ha la visione
completa di tutta la piana di Sibari e della catena del Pollino, affacciata sul versante
destro della bassa valle del Crati è il più
importante centro culturale delle colonie etniche d'Italia. E'
stato costruito presso l'antico oratorio di Sant'Adriano, dove nel secolo X, San
Nilo di Rossano si era rifugiato a pregare, con dimora in
una grotta di cui restano tuttora gli avanzi e dove continuò per secoli la vita monastica
basiliana. Anche se sicuramente
preesistente alla fondazione del monastero di SantAdriano, perché si ha notizia di
un borgo precedente citato col nome di Situ Sancti Dimitri,
è con questo insediamento che, seguendo una linea di sviluppo usuale nel Medioevo, si
formò un centro sempre più consistente. Prima
ancora si chiamava Sandemetride ma il 3 novembre
1471 labate archimandrita Paolo Greco della comunità
dei religiosi di SantAdriano si reca presso il notaio De Angelis per rogare un'atto
che registra limpegno ad accogliere i profughi albanesi a seguito del Duca Teodoro
Lopez nel
casale di San Demetrio, con la facoltà di coltivarne le terre. Questa
è definita nella storia delle colonie albanesi La quarta migrazione e risale
agli anni 1470 - 1478. Dalla
denominazione della località di provenienza, Corone in Morea nel Peloponneso, deriva
anche il nome del posto: Corone che viene aggiunto al primitivo nome solo nel 1863. E' sede del collegio
italo - albanese Sant'Adriano fondato da Ferdinando IV di Borbone, trasferito dall'originario collegio "Corsini" di San Benedetto Ullano, a seguito di richiesta del vescovo Francesco Bugliari, con decreto del' 1 - 3 -
1794. Sono nati a San Demetrio Corone; Cesare Marini,
giurista (1792 - 1885) e Domenico Mauro, scrittore e deputato (1812 - 1873) organizzatore della
rivoluzione del 15 marzo 1844, Demetrio Strigari (1816/1896) giurista che primeggiò nel Foro di
Napoli. Gli abitanti si chiamano Sandemetresi.
Macchia Albanese .(Màqi)
Nella frazione Macchia Albanese è nato Girolamo
De Rada (1814 - 1903), sommo vate arbëreshë,
padre della letteratura albanese detto il Dante degli italo-albanesi. La Casa nativa di Girolamo De Rada è uno dei
monumenti d'importanza storica regionale. Due lapidi apposte il 10 ottobre 1864 sono
dedicate e ricordano il grande poeta letterato e patriota macchese.

Girolamo De Rada
Tra i monumenti del luogo ricordiamo anche la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Nella chiesa si può visitare il
sepolcro del poeta italo-albanese Girolamo De Rada (vicino all'Altare), con epigrafe in
dialetto skipetaro dettata dal professore Koliqi.