tradizioni

     

                    

                 Il 26 ottobre ricorre la festa del patrono, e per tre giorni si tiene in città la fiera. La tradizione vuole che il giorno della vigilia, dal portone principale della chiesa, esca il "cavallo di San Demetrio" (kali Shën Mitrit),sorretto alle spalle da due persone. E' realizzato in cartapesta e gira casa per casa, portando messaggi augurali e ricevendo in cambio danaro, vino o altro.

                 Durante la commerazione dei defunti (të vdekurat), suggestiva è la visita dei sacerdoti presso le famiglie, per procedere alla benedizione delle "panagje" (mensa con vino, pane, grano bollito e una candela sovrapposta al centro), simboli della resurrezione dei corpi e dell'immortalità dell'anima. Secondo il rituale bizantino, il sabato a undici giorni dalle Ceneri, si crede che Gesù Cristo dia il permesso alle anime di ritornare nei luoghi dove sono vissuti e restarvi per otto giorni. Nel corso di tutta questa settimana ed in loro onore vengono tenuti accesi dei lumi alimentati ad olio.

                      Come in altri paesi albanesi, il giorno dei morti, ci si reca in cimitero con vettovaglie di ogni genere e si banchetta sulle tombe dei propri cari, con allegria, perché i defunti non desiderano che si sia tristi per colpa loro.

                      E' consuetudine della popolazione, durante la festa dell'Epifania, recarsi ad una fontana del paese, scelta come simbolo per la benedizione dell'acqua che viene poi portata nelle case per essere cosparsa. Si dice anche che l'acqua benedetta in quel preciso momento sia un forte antitodo contro il malocchio.

                      Il mercoledì delle Ceneri, durante il carnevale, viene svolto il funerale di "zu Nikolla", un vecchio vestito di stracci. Subito dopo entrano in scena i diavoli (djelzit), coperti di pelle di capra.

                      Una tradizione per il turista, da non perdere, è la consuetudine, fra la notte di sabato e domenica della Settimana Santa, recarsi alla fontana dei monaci (pusi) presso il collegio, per perpetuare il rito del rubare l'acqua. Di solito ci si reca a gruppi, in tutto silenzio, secondo una regola cui non si deve trasgredire, anche se le tentazioni non mancano. E' proprio in difesa di questa regola che ci si reca di "dokaniqje", lungo bastone con estremità biforcuta.Solo dopo aver bevuto si può parlare e nel contempo scambiarsi gli auguri prima di ritornare in paese cantando. Qui si procede all'accensione di un grande falò (queradonnulla) davanti al sagrato della chiesa. Al momento dell'accensione si inneggia il canto greco "Kristos Anesti" (Cristo è risorto).

                       Ogni domenica c'è il mercato.

                       Le donne del paese indossano il caratteristico costume albanese tradizionale (vestito di tutti i giorni), come giù nella foto, in una autentica scena di vita quotidiana in un caratteristico rione del centro storico (gjitonia).

gijtonia

                      In questo paese c’era l’usanza di usare la spoglia della serpe come amuleto contro il malocchio; si adoperava addirittura per far guarire un ammalato. Sotto il cuscino, si metteva il bastone che avesse toccato oppure ucciso due serpi attorcigliate.

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costumi tradizionali
Giovani donne in costume
 
costumi
Costumi tradizionali di San Demetrio
 
costumi maschile e femminile
Costumi tradizionali di San Demetrio

Velo d'oro

Velo intrecciato d'oro del costume tradizionali di
Demetrio Corone tratto dal volume
"Costumi degli albanesi d'Italia"