Il 23-24 aprile e la seconda Domenica di maggio
si festeggia San Giorgio, patrono del paese. E' una festa
popolare e religiosa alla quale tutta la gente partecipa con devozione.
Singolare e allo stesso tempo divertente č la tradizionale "asta
dei galli", durante i festeggiamenti. Si concorre alla migliore offerta da
lasciare al santo patrono.
Il
"giorno dei morti", che secondo il calendario degli Arbrėsh, cade la domenica
di Pentecoste, i defunti, ottengono dal redentore il privilegio di poter ritornare in vita
e di rimanervi per otto giorni, alla fine dei quali, accompagnati dal triste suono delle
campane, ritornano nelle loro tombe. Nel primo giorno ognuno si reca al cimitero a trovare
i propri cari e a dimostrare quasi uno scambio tra i vivi e i morti, si apparecchia come
una tavola imbandita la tomba del defunto e vi si consuma il cibo portato. Questo rituale
č noto come festa dellastanteria e collega la cultura albanese con quella
dellantica Grecia. Il pane e il vino li troviamo nelluso italo-albanese. I
cibi devono essere caldi per contrastare il freddo della morte, il banchetto funebre tende
a consolare attraverso il cibo la perdita del congiunto. In origine non era celebrato per
nutrire ma accomunare i vivi e i morti; nellIliade, per esempio, Achille fa
preparare una pira per far scannare dei giovani troiani.
Il costume tradizionale
Il costume tradizionale di San Giorgio Albanese si
distingue da altre comunitą Arbėreshė per la pandera (originalissimo
cinturino). Molto ricercate e di ampia dimensione i ricami (di solito floreali) del
grembiulino. Gonna rossa bordata di verde e corpetto nero compongono, assieme al
grembiule, il vestito di ogni giorno, che ha nel merletto un tocco di alta femminilitą.
La
festa delle nozze č altrettanto suggestiva: mentre le amiche della sposa provvedono a
sistemare il variopinto abito nuziale, due cori con voci alterne mettono in guardia la
sposa dalle insidie che potrą trovare sul suo cammino, pregandola di tollerare una
suocera troppo invadente o le gelosie dei parenti. Quando ella č pronta, arriva il futuro
marito che tra gli spari darma da fuoco, cerca di forzare la porta, mentre qualcuno
da dentro tenta di impedirglielo. Ci si reca quindi in chiesa dove ha luogo il cerimoniale
pił suggestivo: il pąpas (il sacerdote di rito greco), offre del vino agli sposi in un
comunissimo bicchiere che poi viene frantumato a terra; per tre volte pone e ripone sulle
loro teste delle corone di fiori incrociandole alternativamente, quindi offre il lembo
della stola e, insieme, girano per tre volte intorno allaltare.