Le Fontane
San Martino è nota per le sue fontane: Croi Bagnoce (la fonte del bagnarsi) dove si attinge lacqua
alla vigilia delle nozze di una promessa sposa onde lavarsi prima del matrimonio, il
trasporto e lassistenza al bagno era consentita solo alle vergini amiche;
Croi Giuàn (fonte Giovanni)
prende nome dal monaco che, durante il periodo della quaresima, molestava una ragazza di
San Martino e che venne ucciso dai fratelli proprio presso questa fontana;
Croi i puttyriy (fonte della
meretrice) presso cui veniva ammazzata una meretrice dal fratello che laveva
sorpresa mentre esercitava la sua attività. Si dice che il telaio fosse stato inventato
dal diavolo per fare impazzire le donne. I primi telai, racconta G. Palange
«apparentemente erano perfetti però mancavano delle verghe atte a regolare lordito
e ad impedire che i fili saggrovigliassero; per cui le tessitrici perdevano la
tramontana ad annodare e riannodare i fili che si spezzavano di continuo». SantAnna
di passaggio dal paese inserì nella struttura del telaio gli elementi mancanti affinché
tutto potesse procedere linearmente. Ma il malignò preparò il suo "colpo di
coda", e con un sortilegio fece sì che, iniziata "lannodatura", non
si debba smettere di lavorare fino a chiudere la "bocca dellordito", se no
i bambini che verranno alla luce in quella casa nasceranno muti.
Tra gli
appuntamenti di carattere culturale e ricreativo interessante è "l' Estate Sanmartinese"
che si tiene nel mese di agosto durante il quale vengono riproposte sagre popolari nei
singoli quartieri ed alcuni giochi di antica tradizione fra i quali ricordiamo i "frisculi", lo
"strummulu" e la gara delle carrozze.

Il 12 febbraio, si svolge in onore della Beata Vergine della Misericordia, nome questo dato anche alla località, la festa in ricordo del terremoto
del 1854 e dello scampato pericolo.

Il martedì di Pasqua altra festa votiva per
l'Immacolata e ancora per ringraziamento di grazia ricevuta. La peste infuriava nella
località Vurge (Il borgo) e per evitare che passare oltre il torrente Giovanni, venne
propiziata l'intercessione della Vergine con una processione. Pare che la peste non si sia
diffusa oltre, motivo per il quale ancora oggi e per ogni anno a Pasqua si ripete la
famosa processione che debellò la peste.

La mattina di Pasqua è consuetudine oltre
che portare gli auguri presso parenti e amici, lasciare loro anche un ramoscello
della pianta di erica benedetta. In ricordo della gloria che preannuncia la resurrezione
di Cristo. Il ramoscello è chiamato lulezei
dera ovvero la porta è fiorita.

Il Patrono è San Martino che si festeggia
l'undici novembre.