tradizioni

      

          Il 2 maggio si festeggia Sant'Atanasio, patrono del paese. Per annunciare la festa si procede al lancio in aria di un grande pallone "Paluni i Shën Thanasit". La vigilia della festa è caratterizzata da una spettacolare fiaccolata "pisheza" lungo la strada della campagna circostante e dove si trova la cappella del Santo.

Per annunciare la nascita del Gesù sul sagrato della chiesa, la notte di Natale si accende un grande falò.

In questo paese c’era l’usanza di adoperare la spoglia della serpe come amuleto contro il malocchio; si usava addirittura per far guarire un ammalato. Sotto il cuscino, si metteva il bastone che aveva toccato oppure ucciso due serpi attorcigliate. Il contadino lo adoperava per mescolare il grano sull’aia per farlo crescere, la donna di casa per spostare le frasche nelle quali i filugelli lavoravano i bozzoli per consentire uno sviluppo più rapido e migliore.

Si credeva che nel circondario di Santa Sofia albergassero le fate che in genere circolavano a tre alla volta: quella grande portava bene, quella piccola sventure, quella media una via di mezzo. Per questo motivo si stava attenti ad accudire i neonati e a preservali da simili forze. Il rituale prevedeva di lasciare le luci accese per sette giorni dopo la nascita di un bambino, di avere cura a tenere ogni stanza bene in ordine e la tavola imbandita, ciò al fine di non indispettire le fate che, altrimenti avrebbero scaricato la loro rabbia proprio con i più deboli.

 

 

Costumr di Santa Sofia

Abito tradizionale di Santa Sofia d'Epiro
tratto dal volume "Costumi degli albanesi d'Italia"

 

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