E' tradizione il 10 e l'11 maggio ricordare la Madonna
Addolorata con lancio di piccole mongolfiere e con la danza assai caratteristica del
"Ciuccio" allestita con fuochi pirotecnici.
Si dice a Serra d'Aiello: "Vurpai
da Serra, crivari e Bellimunte, mangiavulelle dà Mantla, scriminisci e Petramala".
Qui per denigrare i convicini dicono: "Ajellu Ajellu, tutti tavuli e tijilli, mo
tinnadduni ca è dAjellu, tena a faccia du povariellu".
Riguardo alla festa di San Martino che si festeggia
l'11 novembre, e si dice che, verso gli anni cinquanta, quando la statua del santo stava
per uscire dalla chiesa per essere portata in processione, i portantini erano talmente
ubriachi, che rozzolarono per le scale facendola cadere e provocandone la rottura delle
dita. Poi, per sdrammatizzare la cosa, si sostenne che, invece, qualcuno si era
dimenticato di fissare la statua alla piattaforma.
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