storia

         

          E' di origini antichissime, e lo dimostrano le necropoli della prima età del ferro, (età preellenica) scoperte nelle vicinanze del paese, e precisamente nella località Torre Mordillo. La conformazione attuale, nonché il suo substrato culturale, sono dovuti all’immigrazione degli Albanesi verificatasi nel XV secolo. (Questa è definita nella storia delle colonie albanesi la quarta migrazione e risale agli anni 1470 - 1478). Il "Casale di Spizzano" (1451), preesistente alla venuta degli Albanesi, ricadeva nel feudo "Sagitta" dei Principi Sanseverino . In questo territorio attorno al 1470 si stabilirono i profughi albanesi che chiamarono il luogo "Spixana". Essi ebbero come centro di spiritualità la chiesa di "Santa Maria de Spizzano" che nel 1792 verrà denominata "Santa Maria delle Grazie". Nel 1668 il rito greco sarà violentemente cambiato in latino.
Nel 1799 e nel 1806 la popolazione del paese parteggiò per la Rivoluzione francese e per Napoleone subendo, in seguito a scontri, numerosi lutti.
Durante il periodo risorgimentale gli spezzanesi diedero il loro contributo per l’Unità italiana: alcuni rivoluzionari scontarono lunghe pene detentive nelle carceri borboniche.
Molti spezzanesi, nella seconda metà del XIX sec. presero la strada dell’emigrazione soprattutto nelle Americhe (Usa, Brasile, Argentina) dove tuttora sono presenti i loro discendenti.
I due conflitti mondiali hanno visto la partecipazione degli spezzanesi nei vari fronti di guerra e moltissimi furono i soldati che non fecero più ritorno a casa.
Dopo la realizzazione della riforma agraria il tenore di vita del paese è molto miglioarato, il paese si è ingrandito con le rimesse degli immigrati partiti in Svizzera e Germania negli anni ’60 e ’70.
Ha dato i natali a: Ambrogio Arabia, senatore del Regno (1858 - 1934 ), Ferdinando Cassiani, giurista e storico ( 1858 - 1953 ), Gennaro Cassiani, ministro della Repubblica, Luigi Amato
(1898) pittore, Antonio Lupinaro ( 1900 ), pittore e scultore, Vincenzo Forte ( 1886 - 1917 ) medaglia d'oro al V.M., G. Antonio Nociti letterato patriota, autore di una originale storia del paese che si distinse a Bezzecca, Agostino Ribecco (1867 - 1928 ) che occupa un posto importante nella letteratura Arbëreshë, D. Niccolò Basta (1666), ultimo papàs di rito greco e Maggiore Vincenzo Luci (1826-1898), patriota garibaldino che partecipò a tutte le campagne risorgimentali. Notissime sono le Terme, conosciute fin dai tempi della Magna Grecia, ubicate nel Vallone Mataruffo. Gli abitanti si chiamano Spezzanesi.
 
Si ringrazia per la gentile collaborazione l'Unione Culturale Arbëresh Bashkim Kulturor Arbëresh di Spezzano Albanese.

 

 

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Stemma di Spezzano Albanese

Amato

Pastello di Luigi Amato

 

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