storia

         

          Fondato intorno al 1470 da profughi albanesi, ne mantiene la lingua, i costumi e le tradizioni. (Questa Ŕ definita nella storia delle colonie albanesi la quarta migrazione e risale agli anni 1470 - 1478). Si dice che il nome sia dovuto al gran numero di mucche che l'emiro di Palermo Al-Qasim, fece macellare nella primavera del 977 proprio in quei luoghi quando vi si insedi˛ un gruppo di Albanesi in fuga dalla madre patria. Allora era un piccolo borgo dei Sanseverino di Bisignano. Il paese Ŕ situato sul versante settentrionale della Sila Greca alle pendici della Serra Crista d'Acri (1125 m). Posto su un colle, di fronte al Mar Jonio, dal quale si gode un meraviglioso e pittoresco panorama sorge proprio nella zona abitata fin dalle origini ed anticamente chiamata Baccharizzo in Acri. La popolazione aument˛  nel 1471 con la venuta dei profughi albanesi che rinominarono il paese chiamandolo Vaccarizzo Albanese. Compreso nel Casale di Corigliano appartenne prima ai Saraceni e poi ai Saluzzo. Ha dato i natali a Pasquale Scura (1791 - 1896) magistrato e ministro guardasigilli con Garibaldi e strenuo difensore dei principi risorgimentali e dell'UnitÓ; Antonio Scura autore del volume "Gli albanesi d'Italia ed i loro canti tradizionali"; Salvatore Cumano, simpatizzante della repubblica Partenopea, simbolo della volontÓ di emancipazione della sua gente. Gli abitanti del luogo si chiamano Vaccarizzesi.

 

 

stemma Vaccarizzo

Stemma comunale

Vaccarizzo 2

Un'altra veduta di Vaccarizzo

 

 

 

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