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Interessanti sono da visitare nel nucleo più antico dell'abitato caratterizzato da palazzi e
abitazioni di cui si ammirano gli artistici portali in pietra scolpita decorati con motivi
geometrici e floreali
- (vedi foto):
Palazzo Caccese (XIX secolo);
Palazzo Lauda (XVIII secolo);
Palazzo Lusi (XVII secolo), in
piazza Umberto I, dove è ubicata la sede municipale;
il Palazzo Municipale, sito come
innanzi detto in Piazza Umberto I, risale al 500. Venne ceduto agli inizi di questo
secolo dalla famiglia gentilizia dei Lusi al Comune, perché
venisse adibito a residenza municipale. Nella sala consiliare esiste un affresco
raffigurante leroe albanese Skanderbeg a cavallo. Attualmente il palazzo municipale
è in avanzata fase di riparazione e ristrutturazione, perché danneggiato anche dal sisma
del 1980;
esistono diverse fontane pubbliche, anche con lavatoi ed
abbeveratoi;
fregi antichi in pietra ornano molti portoni;
nellantico centro storico, alla citata località
Breggo, esistono ancora oggi le halive,o kalive poche superstiti tipiche abitazioni albanesi costruite con
pietre a secco unite fra loro con manate di creta e malta; il tetto è costituito da travi
in legno, tavole e tegole. Di solito un unico vano serviva di ricetto alle persone ed agli
animali (asino o mulo) e bastava un semplice divisorio di legno, se non di panno, a
stabilire la diversa destinazione dellimmobile; normalmente sottani, queste
costruzioni erano ammassate a scala su di un pendio e lingresso dellabitazione
superiore si elevava quasi al livello del tetto dellabitazione inferiore;
la Chiesa Madre, dedicata al
patrono San Bartolomeo Apostolo,
domina il centro antico, dai suoi 821 metri di
altitudine. In stile romanico-barocco con pianta a croce
latina, è stata costruita alla fine del 600, mentre la fabbrica odierna è chiaramente settecentesca, con murature formate da
pietrame misto a blocchetti di travertino posti agli angoli. Notevole è la facciata della
chiesa, del tipo a capanna semplice con rosone centrale. Una doppia scalea, un tempo
balaustrata, conduce all'unico ingresso ornato da un portale in pietra con frontone
triangolare, in cui è visibile a rilievo una croce, sempre di pietra, realizzata nel
1681. L'interno, formato da una sola navata con volta a botte, si apre lateralmente in una
serie di cappelle che custodiscono un Crocifisso ligneo e le
statue in legno scolpito e dipinto raffiguranti Sant'Antonio, la Madonna del Carmine e
dell'Addolorata, San Vincenzo, San Bartolomeo e la Madonna del
Caroseno, quest'ultima forse di epoca settecentesca, il cui manto in tessuto
damascato fu donato alla comunità locale da Maria Cristina di Savoia regina di Napoli, fu gravemente danneggiata dal terremoto del
1962. E' in stile greco e
si dice cara a tutti i grecesi perchè giunta a Greci, con gli albanesi di Skanderbeg. Prezioso un dipinto a olio seicentesco
attribuito a Guido Reni raffigurante Santa Lucia, delle dimensioni di metri 2,50 x 2,00
raffigurante la Madonna con Santi. Sono inoltre di particolare fattura alcune sculture del XVIII-XIX
secolo, realizzate in cartapesta modellata da artigiani locali, e un antico fonte
battesimale che reca la data 1706. Annessa alla chiesa è la torre campanaria che si
sviluppa su due livelli, dotata di orologio pubblico. Fu
terminata di costruire nel 1708 e consacrata nel 1710 dal Cardinale
Orsini divenuto dopo Papa Benedetto XIII;
le Masserie Tre Fontane site
nella località omonima, risalgono al 600/700. Certamente erano adibite a stazione
di posta sul "Tratturello Regio Camporeale di Ariano Irpino -Foggia", ramo di
quel più importante e famoso "Tratturo Regio Pescasseroli-Candela" adibito alla
grande transumanza; di proprietà privata, sono di norma visitabili previo avviso ai
proprietari; è anche possibile acquistare sul posto prodotti caseari ed agroalimentari;
degni di nota anche i ruderi del Castello
che si suppone di origini medioevali.

Particolare di una fontana