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Distrutta più
volte durante le invasioni barbariche, riuscì a risorgere ed a divenire centro di
primaria importanza longobarda e normanna. Anticamente posta sul mare Campomarino dista
oggi dalla costa un paio di km ma negli anni è venuta crescendo, a ridosso della
splendida spiaggia, una località dotata di infrastrutture e servizi turistici di
prim'ordine. L'afflusso turistico secondo dati dell'Ente
Provinciale del Turismo anno 1995, consta di circa 100.000 presenze nel periodo estivo.
- Il paese oggi sorge su un piccolo sprone alla destra della
foce del fiume Biferno. La storia ci tramanda che nel 1466 fu raggiunto da Albanesi in
fuga dai Turchi, e conserva di quella popolazione antichi usi ed un tipico dialetto. Correvano gli anni che vanno dal 1461 al 1470, Giorgio Castriota Scanderberg (principe di Krujia Albania), inviò
un corpo di spedizione di circa 5.000 albanesi guidati dal nipote Coiro
Stresio in aiuto a Ferrante I d'Aragona nella lotta
contro Giovanni d'Angiò. Le popolazioni quindi, ed anche Campomarino, subirono quella che fu nella
storia delle colonie albanesi in Italia, la
terza migrazione. Per i servizi resi, furono concessi
al principe Scanderberg diritti feudali su Monte Gargano, San Giovanni Rotondo e Trani e
fu concesso ai soldati e alle loro famiglie di stanziarsi in ulteriori territori. I coloni albanesi rifondarono le terre e vissero convivendo
pacificamente per lungo tempo con la popolazione locale. Da
visitare: la chiesa dedicata a Santa Cristina, festeggiata il
24 luglio, e da gustare: gli ottimi vini dei vicini vigneti di Cliternia e Ramitelli. Gli
abitanti si chiamano Campomarinèsi.
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Stemma Comunale


Campomarino visto dalla SS 19

- La pineta e la spiaggia
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