A San Martino in Pensilis ci sono vari Palazzi e Chiese incastonati
nel centro storico che ha origini chiaramente medioevali. Ci sono piccole case che si
affaccciano su stradine molto strette e palazzi di famiglie nobili con piazze scorci
incantevoli. Svetta
il Castello baronale, appartenuto anche a Ferdinando di
Capua, duca di Termoli, che vi aveva fissato la sua dimora abituale. Esso risale al
periodo normanno (sec.XII) e ciò è sottolineato sopratutto dalla presenza di archi
gotici in alcune sale del palazzo. Si accede con un'alta e "construtta sciula di
breccioni", la rampa. Dopo di essa una volta vi era un ponte levatoio che
copriva il fosso di sicurezza, oggi non più presente. Sul lato che da verso la
"marina" vi è una bella terrazza con finestroni ad arco molto caratteristici.
A "Mezzaterra", come viene comunemente
chiamato il centro storico, ci sono le tre chiese del nostro paese. La
Chiesa di San Pietro dal 1600 ha avuto nella sua storia molti rifacimenti e
ritocchi. Lo stato attuale è stato portato a termine nel 1750, per iniziativa del vescovo
Tria. L'imponente facciata è stata costruita con blocchi di tufo e con laterizi. Il
portale e i supporti delle vetrate sono in pietra viva. Ci sono quattro maestosi pilastri,
"lesene", incassati nel muro con basi, cornicioni e capitelli che evocano lo
stile ionico. Ci sono begli effetti plastici di rientranze e di sporgenze con due nicchie
dove probabilmente una volta c'erano due statue di santi. Vi è un blocco monolitico
centrale, fra l'architrave e il finestrone, dove c'è un bassorilievo con un busto di San
Pietro. C'è una bella e ampia gradinata dalla quale si accede all'interno costituito da
una grandiosa unica navata, riccamente adornata con elementi di stile barocco.
L'eccellente decorazione della cupola è opera di Vincenzo Palombo ed è divisa in quattro
vele che hanno come soggetto episodi della vita di San Pietro. Dietro l'altare maggiore
c'è l'artistico coro semicircolare con diciannove stalli canonicali e un trono centrale
ad uso del vescovo. Sopra il coro vi è fra i più belli e monumentali organi di tutto il
Molise, costruito nel 1771. Ai lati, con vari capitelli e archifinti di ordine composito (
toscano, ionico e corinzio), ci sono vari altari di santi in marmo bianco, tra i quali
spicca l'altare maggiore, ove sotto la mensa, in una
cassa di ebano e cristalli, riposano le spoglie del protettore San Leo. La chiesa presenta due parti distinte: l'antica e la
recente. La parte antica ha pianta ellittica. Quella più recente a pianta regolare ha due
larghi stradoni, in uno dei quali ha termine la famosa "carrese":
la corsa dei carri che si svolge il 30 aprile.
La Chiesa di San Giuseppe,
già Chiesa di San Martino, è la più antica del paese.
Prese nome dalla Confraternita di San Giuseppe che la governava, nel 1734. La facciata è
in stile barocco. Essa è divisa in tre parti da due trabeazioni rettilinee. La prima di
esse si estende fino alla torre campanaria. La parte inferiore è ripartita da cinque
lesene. Nella parte centrale è situata la scalinata in pietra. La porta di ingresso non
ha decorazioni. L'interno è costituito da tre navate divise tra loro da due file di
colonne di ordine composito. La volta è a botte e a vela quella delle navate laterali.
Sopra il portone di ingresso vi è un organo a canne del settecento. Il Coro è in noce,
non intarsiato e di poco rilievo. La volta è ricca di alcune pitture ottocentesche che
rappresentano episodi del Vangelo e della storia della Chiesa. Dietro l'altare maggiore vi
sono pitture di Gesù e l'ultima cena, alcune figure di Papi e lo sposalizio di San
Giuseppe. Il gioiello artistico vero è dato però da una tela risalente al secolo XVIII
che raffigura la Madonna con il Bambin Gesù e, ai suoi
piedi, San Martino vescovo di Tours.
La Chiesa di Santa Maria in Pensilis
fu la seconda in ordine cronologico. Costruita nel XII secolo, ebbe molti rifacimenti e
ricostruzioni fino al terremoto del 1962, che la fece definitivamente chiudere come luogo
di culto per poi essere riaperta come centro sociale e culturale.
Di interesse storico è la Società
Operaia fondata nel 1877 e fra le più antiche del centro sud di Italia. Fino a
qualche decina di anni fa fungeva da mutuo soccorso per i poveri, ma anche come centro di
promozione e di educazione per gli analfabeti. Per prima ebbe una radio e una televisione
negli anni quaranta e cinquanta. Ancora oggi è importante punto di ritrovo per gli
anziani del paese. Nella seconda metà dell'ottocento fu costruito quello che ancora oggi
è fra i luoghi più vissuti dai giovani e dalla polazione del paese, Il Muraglione, con il suo ampio passeggio e le due ampie scalinate
in pietra che si fronteggiano.
Ad un chilometro a valle dell'abitato, lungo la strada
provinciale che conduce ad Ururi, vi è il Convento dei Frati minori
e i resti della Chiesa di Gesù e Maria, oggi in restauro quasi terminato. Questa
Chiesa contiene qualche altare di pregio ed ha un bel soffitto in oro zecchino. A fianco
ad essa vi è il Convento fondato nel 1490 per uso dei frati minori osservanti. E'
spazioso e sta per essere recuperato alla cittadinanza, con un uso ancora da destinarsi.