storia

         

          Dopo un complesso processo evolutivo, che parte dalla distruzione della vicina Cliternia, si ha attorno all'anno mille un Borgo che acquisisce l'identità di San Martino. Da allora due elementi sono rimasti immutati nello scorrere del tempo: il colle dal nome "Pensilis" e il nome derivato da San Martino, vescovo di Tours. Il dominio sul territorio di San Martino è legato alla più generale storia del susseguirsi delle conquiste nel Mezzogiorno d'Italia. Durante l'epoca Normanna si ha l'incastellamento delle popolazioni rurali del colle di San Martino che entra a far parte della Contea di Loretello. Dal Conte omonimo fu poi donato alla Badia di Montecassino per poi diventare parte del Ducato di Benevento, nel 1182. Nell'epoca Sveva (1194-1226) Signori di San Martino furono i Conti Montagano. In epoca Angioina non conosciamo il nome del feudatario di San Martino. Negli anni della lotta per il trono di Napoli, tra Ladislao e Luigi d'Angiò, la regina Margherita, madre di Ladislao e signora di San Martino, vendette il feudo a Ugolino degli Orsini che comunque lo tenne poco tempo poichè entrò in possesso della regina Giovanna di Durazzo, che governò fino al 1433. Dal 1434 San Martino ebbe le medesime vicende feudali della vicina Guglionesi. Negli anni 1461 - 1470, Giorgio Castriota Scanderberg (principe di Krujia Albania), inviò un corpo di spedizione di circa 5.000 albanesi guidati dal nipote Coiro Stresio in aiuto a Ferrante I d'Aragona nella lotta contro Giovanni d'Angiò. Le popolazioni della zona quindi, ed anche San Martino, subirono quella che fu nella storia delle colonie albanesi in Italia, la terza migrazione. Per i servizi resi, furono concessi al principe Scanderberg diritti feudali su Monte Gargano, San Giovanni Rotondo e Trani e fu concesso ai soldati e alle loro famiglie di stanziarsi in ulteriori territori. I coloni albanesi rifondarono e ripopolarono le terre e vissero convivendo pacificamente per lungo tempo con la popolazione locale. Nel 1495 il duca di Termoli, Andrea di Capua, ottenne San Martino in feudo e il suo destino di successioni fu comune a Termoli fino al 1806. La famiglia Di Capua, non lasciando eredi diretti, determinò che i territori di San Martino passassero a Giulia Pignatelli, moglie di Domenico Cattaneo, principe di Sannicandro. Con la fine della Rivoluzione francese il Paese seguì le sorti del Regno di Napoli, facendo parte della Terra del Lavoro, fino all'unità d'Italia. Con essa il Molise e San Martino entrano a far parte degli Abruzzi. Nel 1963 il Molise torna ad essere regione autonoma. Gli abitanti si chiamano Sammartinèsi.
 
NOTA: La fonte sugli insediamenti albanesi di tutto il sito Arberia, è tratta prevalentemente dal volume Gijtonia - Origine e sviluppo degli insediamenti albanesi in Calabria - Edizioni Frama Sud - Tale volume fa riferimento ad una vasta bibliografia che interessa anche le comunità arbëreshë in Italia. Malgrado tutto ciò lo storico molisano Luis De Rosa ci scrive affermando le sue perplessità:....... Per quanto riguarda San Martino in Pensilis la località non e' stata mai arbëresh, anche se circondato dalle comunità albanofone ha intrattenuto con queste sempre ottime relazioni.
 
Luis de Rosa

 
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Stemma comunale

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   Muraglione inizio secolo

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Il Muraglione oggi

 

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