tradizioni

    

          San Martino in Pensilis è ricco di tradizioni popolari antiche che abbracciano quasi tutto l'arco dell'anno.

Il 3 Febbraio, Festa di San Biagio, ogni anno , di buon mattino, la giornata inizio con uno scalpitio di cavalli ed il suono del tamburo. Tre cavalieri chiamano a raccolta per le strade del paese tutti gli altri cavalieri e cittadini per la visita alla quercia e alla pietra del Santo. Dopo essersi riuniti ed aver preso una croce dalla Chiesa madre, si avviano verso il luogo secolare, dove un tempo esisteva anche una Chiesetta in onore di San Biagio., a circa 7 chilometri dal centro abitato. Dopo aver pregato e aver fatto tre giri attorno al luogo ove sorgeva la quercia e la pietra del Santo, ripartono per il paese, in parte effettuando una corsa e in parte, l'ultima dentro il centro abitato, avanzando lentamente in processione. Fanno un giro attorno alla santissima trinità recitando litanie e preghiere. Al pomeriggio c'è la Messa con la benedizione delle gole e la processione. Probabilmente questa festa affonda le sue origini in epoca precristiana: studi in tale direzione affermano questa tesi.

Il 19 Marzo, giorno di San Giuseppe, alcune famiglie allestiscono nelle proprie case dei particolari altari con statue di santi, benedetti da Sacerdote alla vigilia. La stessa sera questi altari vengono visitati dalla popolazione e dai fedeli. Si prega e si distribuiscono "screppelle". Si veglia e si cuociono le pietanze per il giorno dopo, le tredici minestre di San Giuseppe. Alcune sono legumi ( fave, ceci e fagioli ) e altre sono il baccalà, i funghi, gli asparagi, il pesce, il riso, le lumache, le rape, le "fellate" d'arancio e maccheroni con la mollica fritta, i quali vengono distribuiti ad amici e a chiunque si presenti all'altare. A mezzogiorno arrivano il vecchio, la vecchia e il bambino, la sacra famiglia, che pregano ed omaggiano le pietanze. Cosumano il pranzo della Sacra Famiglia che viene servito da donne scalze. Verso le 16.00 si svolge, al suono della banda musicale, la processione per le strade del paese. Alla sera si ritorna agli Altari dove vengono approntati i fuochi di San Giuseppe con fascine di ulivo della potatura appena conclusa in campagna. Ricorrenza particolarmente sentita dai sammartinesi. come lo è la tradizionale carrese che si svolge da

Il 29 Aprile al 2 Maggio, un'altra ricorrenza tipiva della zona.
La Carrese. Tutto cambia e si ripresenta sotto diversi aspetti, si rinnovano le primavere e le generazioni ma la Corsa dei Carri, da otto secoli, continua ad essere sempre la stessa, e continua ad appassionare il popolo Sammartinese e le migliaia di molisani e turisti che la animano e la vivono. Si narra che i signori di San Martino e degli altri paesi vicini andarono a caccia verso il mare fra le boscaglie dove anticamente sorgeva la antica e nobile Cliternia e, più tardi, il Monastero di San Felice. Qui ad un tratto i cavalli si inginocchiarono senza volersi più muovere e i Signori, scavando, trovarono il corpo di San Leo, famoso Santo monaco benedettino. Ogni Signore si contendeva la paternità del ritrovamento per poterlo portare nel proprio feudo, tanto dal venire quasi alle armi. Affidandosi alla fine alla decisione del Vescovo di Larino misero il corpo su un carro trainato da buoi che, lasciato libero a sè stesso e alla volontà del Santo, scelse alla fine di fermarsi a San Martino. Così da secoli, ogni anno, verso la metà di marzo, iniziano gli allenamenti dei buoi, dei cavalli e dei cavalieri, che si continuano fino al 30 Aprile,giorno della vera e propria corsa.Le discussioni sulla scelta dei buoi e dei cavalieri si animano per tutto il mese di Aprile. Ma il 29 Aprile i giochi sono fatti, incomincia la festa ed inizia l'azione con i partigiani dell'uno e dell'altro Carro che si recano a Ramitelli per sistemare al meglio la strada della corsa. Si "Lauda" la strada e si ritorna festosamente in Paese e ci si dà l'ultima carica psicologica. La stessa sera del 29 Aprile sia i giovani che i vecchi componenti del Carro, con alcuni "cantatori", si recano davanti alla Chiesa madre ad intonare l'inno della Carrese per ingraziarsi il Santo, fra il frastuono dei botti e dei fuochi d'artificio. Il 30 Aprile mattina, ricevuta la benedizione del Sacerdote, i carri si avviano prima al punto del cambio e poi fino a Ramitelli, luogo della partenza. I cavalieri si raggruppano attorno al Carro, si ode solo un grande silenzio rotto solo dal colpo di pistola che da il via. In un attimo i Carri che erano a testa in giù vengono fulmineamente girati e la corsa inizia a grande velocità, con un concerto di animali e di uomini unico, che danno sè stessi per arrivare al Tratturo dell'antica Transumanza, dove avviene la "svicita", il cambio di nuovi buoi e cavalli freschi, al posto di quelli ormai esausti dopo i primi 4 chilometri e più di corsa. Tutto avviene nello spazio di pochi minuti senza che il Carro si fermi perchè, appena sganciati i buoi stanchi, esso viene portato a braccio fino al luogo dove vengono aggiogati i buoi freschi. E, poi, via verso il traguardo in paese! Dopo pochi minuti si distinguono già i due Carri che velocemente si avvicinano alla salita della Marina, ultimo insidioso ostacolo della corsa. E, quando fanno la loro apparizione in paese, c'è tensione e nervosismo misti a polvere e sudore. La fatica e le aspettative di un anno sono ripagati dagli applausi della folla e, per chi vince, dall'onore di poter portare il Santo protettore in processione. Dopo la corsa iniziano i commenti, i "se...", i "ma...", gli sfottò di chi ha vinto. l'1 di Maggio i Carri che si erano dati battaglia il giorno prima, vengono come a segnare che bisogna "depositare le armi e gli animi", addobbati di stoffe preziose e colorate e di fiori profumati, e vanno a rendere omaggio al Santo e poi girano per il Paese per "laudare" amici e parenti, dai quali, davanti alle proprie case, ricevono cibo e vino. Il giorno seguente, il 2 Maggio, è la Festa di San Leo. Dopo la messa solenne, il busto d'argento, con le ossa del Santo, e la statua vengono portati in processione per tutto il paese. Il Carro vincente ha l'onore di portare il busto d'argento e il sacerdote. In tutte le sere di festa le serate vengono allietate da spettacoli musicali e la fine della Carrese è sancita da magnifici fuochi d'artificio.
 
 
San Biagio
Festa di San Biagio
 
 
San Giuseppe
Un tipico altare di San Giuseppe
 
carri giovani
Carro dei Giovani
 
carri giovanotti
Carro dei Giovanotti

carrese 3

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Altre immagini della Carrese

 

 

 

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