Nicola Craspi


        La particolarità di Crapsi sta nel fatto che fu il primo rappresentante politico molisano, all'inizio degli anni Sessanta, che ebbe accesso all'organismo dell'assemblea legislativa nazionale in veste di rappresentante dell'ex Partito Comunista Italiano. La sua originaria militanza va però ricercata nell'allora Partito Socialista, a favore del quale aveva inteso mettere su la locale sezione, oltre ad un suo pressante interessamento per la fattiva organizzazione della Camera del Lavoro. Nato a Santa Croce di Magliano nel 1899 da genitori mezzadri agricoli, si allontana in giovane età dal paese natio al fine di tentare di realizzarsi economicamente a Roma, ma fu arruolato coattivamente ed inviato al fronte in occasione dell'ultima fase della Prima Guerra Mondiale, entrando a far parte della schiera dei "Ragazzi del ‘99”, i quali tra l'altro si fregiarono successivamente del titolo di Cavalieri di Vittorio Veneto. Fu poi congedato anticipatamente per motivi familiari.  La dura esperienza militare gli valse in ogni caso come veicolo di crescita personale, giacché egli ebbe modo, in quella tragica situazione, di incrementare la consapevolezza della caducità umana. Nel periodo postbellico, paga con la reclusione presso il carcere frentano il suo interesse, espressosi inizialmente in maniera violenta, verso le categorie sociali meno abbienti contrapposte al padronato ed ai proprietari terrieri, anche se in seconda istanza giudiziaria è scagionato dalle accuse mossegli. Proprio in virtù delle motivazioni a base del suo imprigionamento, è investito della carica di delegato nazionale socialista. Poco tempo prima dell'avvento del fascismo, è eletto sindaco di Santa Croce, ma non ricopre più il mandato in corrispondenza della presa del potere da parte di Mussolini. Si sposta in Abruzzo per un lungo periodo e, prima del termine del secondo conflitto mondiale, aderisce al Partito Comunista. Diviene segretario della federazione territoriale comunista teramana e, qualche anno più tardi, torna a Campobasso per svolgere lì la stessa funzione politica. Successivamente ricopre diverse cariche: come sindacalista all'interno della CGIL, in qualità di rappresentante comunale a Campobasso, e come consigliere provinciale. Rappresenterà i suoi elettori a Roma, al Parlamento, per circa un biennio, poiché morirà nella capitale italiana nel 1965.

 

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