Nei pressi di una villa
romana, in località Melanico in agro di Santa Croce di
Magliano, nel XIII secolo venne edificata la Chiesa di Santa Maria.
Fu riedificata nel XVIII° secolo per volere
dell'Arcivescovo Mons. Orsini, il quale la fece ricostruire, assieme ad un complesso
rurale, al posto della chiesa a tre navate che ivi sorgeva: per ordine di Pandolfo e
Lanfoldo, duchi longobardi di Benevento, la badia di Santa Maria di Melanico fu iniziata
nel 976 e fu affidata ai monaci benedettini. Della vecchia chiesa restano solamente
pochi resti della massicia struttura muraria, anch'essi abbandonati alla natura. Oggi l'edificio è inglobato nelle strutture di una fattoria ma conserva
ancora le caratteristiche romaniche. Il campanile mostra archetti pensili a delimitare i
piani di altezza. La chiesa mantiene parte della facciata originale che presenta nel
sottotetto due cornici lungo le quali sono poste mensoline con figure di protomi umane. Alla sinistra si riconoscono un un re con barba, una testa di
animale, due coppie di fiori ed una testa di bue; a destra una testa di capro ed una
figurina di donna. In fondo un mascherone; probabilmente un satiro.
Sopravvivono i resti di una torre circolare medievale,
risalente ad un non ben preciso periodo tra il XII° ed il XIII° secolo. La torre è in
aperta campagna, in prossimità della superstrada. Eretta per assolvere a compiti di
sorveglianza militare, fu probabilmente circondata da un abitato, ora non più esistente.
Simbolo di Santa Croce, da cui prende anche il nome, di Magliano appunto (località rurale
situata a ridosso della parte ovest dell'abitato), ormai rudere in quanto abbandonata alla
folta vegetazione circostante. Anche se appartenente amministrativamente all'agro
bonefrano, viene considerato territorio santacrocese dopo la fusione con quello
santacrocese avvenuta presumibilmente attorno al 1609 dovuta ad un terremoto proprio nel
territorio di Magliano.