storia

         

          Sant' Elena Sannita è uno dei comuni più piccoli della provincia di Isernia con un'estensione di poco superiore ai 14 Kmq. Il perimetro del suo territorio tocca paesi interamente molisani, appartenenti ad entrambe le provincie: Frosolone a nord, Casalciprano ad est e Macchiagodena a sud. Il territorio ha una conformazione collinare irregolare, caratterizzata da solchi vallivi piuttosto accidentati, pur conun escursione altimetrica modesta ed inferiore a quella media dei comuni del Molise centrale. L'altitudine massima raggiunta dal colle Camberrino, è di 819 metri; la punta più grave bassa, a sud, è di 700 mt., mentre il centro abitato si trova a quota 791 s.l.m..
Nella sua configurazione geografica, oltre che dal punto di vista economico, gravita verso il più noto centro di Frosolone. Il nome attuale di Santa Elena Sannita è piuttosto recente. Nei documenti più antichi, che non si spingono oltre il XII secolo, è denominato Cameni o Cameli o Licameli. La figura del cammello con la duplice gibbosità dorsale compare ancora adesso nello stemma del Comune ed è scolpita nel pulpito della Chiesa parrocchiale.
La leggenda, però, creata e diffusa dagli abitanti dei paesi vicini, affermava che il nome derivava, come racconta il Masciotta, dalla eccessiva dabbenaggine dei primevi abitatori: motteggiati e presi a beffe dai vicini indicati per "cameli" - cioè cammelli o uomini sciocchi - ma crediamo si tratti di una stupida malignità, poichè invero in Sant' Elena il cervello degli uomini è affinato non meno di quanto i suoi arrotini girovaghi sanno affinare gli arnesi da taglio. La diceria non era gradita agli abitanti di Sant' Elena e perciò nel 1896 Il Consiglio Comunale rivolse istanza al governo del Re percambiare il nome di Cameli in Sant' Elena Sannita: Sant' Elena in omaggio alla principessa montenegrina sposa del principe ereditario Vittorio Emanuele Sannita per non confondere il comune molisano con altri paesi con nome di Sant' Elena. L'istanza venne accolta e per effetto del Regio Decreto n. 394 del 7/11/1896 la comunità prese l'attuale nome. La storia di Sant' Elena, o meglio di Cameli, non è ricca di eventi di rilievo e coincide quasi del tutto con le vicende dei signori feudaliche ne ebbero il possesso. Non si hanno notizie sicure sull'origine del comune, che probabilmente non risale al di là del XII secolo. Le prime testimonianze abitative disseminate sul territorio risalgono all'epoca Romana e Osca.
Anche a Sant'Elena Sannita molto probabilmente arrivarono popolazioni albanesi intorno alla seconda metà del XV sec., guidate da giorgio Castriota Skanderberg, al quale Ferdinando II d'Aragona aveva concesso territori nel Molise, quale compenso per l'aiuto ricevuto contro le truppe dei D'Angiò. Gli abitanti del luogo si chiamano Santelenési.

NOTA: La fonte sugli insediamenti albanesi di tutto il sito Arberia, è tratta prevalentemente dal volume Gijtonia - Origine e sviluppo degli insediamenti albanesi in Calabria - Edizioni Frama Sud - Tale volume fa riferimento ad una vasta bibliografia che interessa anche le comunità arbëreshë in Italia. Malgrado tutto ciò lo storico molisano Luis De Rosa ci scrive affermando le sue perplessità:....Ho recentemente rivisitato la mappa degli arberesh del Molise ed ho costatato che permane l'errore circa le località albanofone remote che avrebbero dismesso l'arberesh. Come storico e cultore locale debbo far osservare che quando si parla di Sant'Elena non ci si riferisce a Sant'Elena Sannita, ma ad un casale distrutto nel circondario di Larino e quindi nell'area abitata attualmente dalle altre comunità arberesh....

Luis de Rosa

 

 
logo Sant'Elena Sannita
Stemma comunale

panorama Sant'Elena Sannita

Panorama di Sant'Elena Sannita

 

 

 


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