storia

         

          Antiche sono le origini di questo centro agricolo del Subappennino Dauno Settentrionale, situato al confine con il Molise e in bella posizione in cima ad una leggera collina. Già abitato in epoca preistorica, come dimostrano diversi ritrovamenti tra cui armi di selce e frammenti di vasi. Con gli scavi della British School di Roma, eseguiti nel 1963 in località "Torrione del Casone", vennero alla luce numerose tombe "a grotticella" e materiali di epoca romana e preromana. Il territorio su cui sorge il Comune vide sul suo territorio quindi anche la dominazione romana. Le prime notizie documentate relative all'antico "Casalenovum" risalgono all' 1137, quando il normanno Ruggero d'Altavilla affrontò in battaglia il duca Rainulfo. Successivamente divenne feudo di Riccardo Moltiarms insieme a Tufara. Nel 1216, vi fece sosta Papa Onorio III durante il peregrinare verso l'abbazia benedettina di Torremaggiore. Significativa la vicenda storica che vide gli abitanti del luogo, in piena dominazione sveva, ribbellarsi all'imperatore Federico II. L'episodio, però, si risolse a loro danno con la distruzione dell'abitato da parte delle milizie federiciane.

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Federico II

Le notizie si perdono dopo la podestà della famiglia Sanseverino-Bisignano. In località "Monterotaro" sono ancora visibili i ruderi del torrione ed il fossato circolare dell'antico borgo. Casalnuovo viene da casalis, gruppo di case rurali; Monterotaro richiama il Monte Rotaro di Ischia, da rotarius, che concerne la ruota.   Casalnuovo Monterotaro è oggi sede di una delle tre Comunità Montane della Capitanata (le altre sono del Subappennino Dauno Meridionale, con sede a Bovino, e del Gargano con sede a Monte Sant'Angelo), e sorge su un colle dei monti della Daunia alla destra del fiume Fortore. Gli abitanti si chiamano Casalnuovési.

 

 

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Ritrovamenti di epoca pre-romana
 
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Vecchio borgo

 

 

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