storia

         

          Sorto per ospitare una colonia di sessanta schiavi alle dipendenze di Ferdinando I d'Aragona, Castelluccio dei Sauri è un borgo situato su una delle fertili balze del Subappennino Dauno alla destra del torrente Cervaro. Ci sono pareri contrastanti sulla derivazione del suo nome: alcune fonti dicono esser composto dall'unione di quello di un antico casale e da un personaggio leggendario dal nome Sauro, altre affermano che deriva da castello (castrum), luogo fortificato e che Sauri invece proviene da Schiavi, e si riferisce ad un insediamento di stranieri provenienti dall'altra parte del mare. Danneggiato dal terremoto del 23 novembre 1980 Castelluccio si ricorda oggi in tutto il territorio nazionale per la presenza dell'Ippodromo che, tra mille difficoltà, ha cominciato la sua attività da qualche anno, con una risposta inaspettatamente positiva, in termini di affluenza e di partecipazione da parte del pubblico. Nel periodo estivo si possono infatti trascorrere piacevoli serate dedicandosi al gioco delle scommesse sui cavalli e godendo della piacevole frescura tipica del clima del paese.
Il territorio ha consentito anche lo sviluppo all'agricoltura, che continua ad essere uno dei capisaldi dell'economia del paese.
Gli abitanti si chiamano Castelluccési.

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