Il Centro Storico
In tutte le fasi della sua crescita Galatina ha
sempre adattato le strutture edilizie agli abitanti e le fortificazioni alla difesa e non
ha mai interrotto il dialogo con l'aperta campagna. Era un territorio organicamente
attrezzato, concepito non come semplice nudo terreno agricolo, ma fornito ed organizzato
come estensione della città, con residenze stagionali, masserie , rustici, attrezzature
per la lavorazione dei prodotti agricoli, vicinali, cripte, cappelle votive, chiesette.
Quando nel 1700 furono ampliate per la quarta volta le mura e la città copriva un'
estensione di 16,68 ettari, almeno un terzo di questa superficie era coltivata a orti e
giardini. Evidentemente si sentiva il bisogno di avere un pezzo di campagna in città, per
uso più pratico ed immediato e per risolvere difficoltà quando gli abitanti erano
costretti a ripararsi entro le proprie mura. Chi percorre le strade e le piazze di
Galatina non può avvedersi di quanto varie e sorprendenti siano le tipologie edilizie del
centro antico che, se da una parte costituiscono l'elemento fisico, dall'altra manifestano
quale è stato, attraverso il tempo e lo spazio, l'evolversi del gusto e l'avanzamento
economico della città. Ad analizzare questo fenomeno richiamiamo l'attenzione solo su
alcuni aspetti, puntando su Piazza San Pietro, che offre, per
la diversità degli edifici, per stile e per funzione, una serie di elementi attraverso i
quali si può evincere il lento cammino della storia. Lo spazio della piazza, aprendo da
ogni parte con visuali e percorsi diversi, costituisce il maggiore fulcro di attrazione
della vita cittadina. Degli edifici che la fasciano, la Chiesa Madre
è l'elemento di maggiore spicco. Dal 1700 in poi si sentì il bisogno di dare a Galatina
un maggiore aspetto estetico negli spazi urbani più rappresentativi e il 60% delle 690
unità edilizie, che allora costituivano la città, cambiarono volto. Molte residenze
signorili modificarono l'organizzazione dell'impianto, dando origine a quel tipo di
edificio che passa sotto il nome di "palazzo con corte centrale". E le corti che
sono il tema architettonico dominante di Galatina, pur variando nell'impianto e nel numero
delle unità edilizie, restano sostanzialmente simili. La storia però è anche legge del
cambiamento e dell'evoluzione , e allora chi percorre le strade del centro antico troverà
i segni di un'architettura più evoluta, conseguenza del trapasso da una cultura contadina
e povera ad una economicamente più avanzata. Via Cavour, Via P. Siciliani, Via O. Scalfo
sono lo specchio visibile di questa nuova economia. Eleganti portali accompagnano il
riguardante ad ogni passo. Le facciate dei palazzi si spalancano, con i loro portali e
balconi, come quadri di un museo all'aperto, le cui vie sono intese come un'unica
architettura che ha per soffitto il cielo. Da piazza San Pietro ci si può immettere per
Corso Garibaldi trovando gli episodi innanzi detti, ma, proseguendo fino in fondo, a
Piazza della libertà, si accede in un invaso spaziale di rara nobile architettura. Fa
spicco il portale del palazzo Tafuri, dove ogni elemento, dai
portali ai balconi, sviluppa, come parole di un discorso, la più bella delle poetiche
barocche. A pochi passi da Piazza della Libertà, in via San Francesco, c'è Palazzo Bardoscia, che costituisce, per chi ha la fortuna di
visitarlo, un'autentica sorpresa, non fosse altro per la trattazione dei pavimenti.
Indichiamo inoltre Piazza Cavoti, nel quartiere più antico, dove la prima impressione che
si ha è quella di uno scenario aperto a mò di teatro greco, ricco di spunti prospettici
e interessanti architetture rinascimentali disposte come quinte.
MUSEO D'ARTE "PIETRO CAVOTI"
Artistico
tel. 0836/565340 (biblioteca comunale)
Corso Re d'Italia, 51 - 73013 Galatina (Le)
Nel Museo si conservano materiali lapidei di epoca
medioevale, acquerelli di Pietro Cavoti e dello scultore Gaetano Martinez.