Interessante è da visitare:
la Basilica e il Convento di Santa Caterina. L'impianto singolare a tre navate divise da deambulatori, l'ampiezza dei
volumi, lo slancio della parte centrale e la presenza di varie componenti stilistiche
costituiscono la novità e l'importanza di questo edificio non a torto definito "il
più considerevole monumento di Terra D'Otranto" (Schulz). La chiesa, costruita sulla
fine del Trecento, ampliata verso la metà del Quattrocento e fin dagli inizi dichiarata
cappella reale, ben riflette la grandezza e la munificenza del committenti (Raimondello
Orsini del Balzo con la moglie Marie d'Enghien e figlio Giovanni Antonio) decisi a
primeggiare in arte come nelle imprese militari fra i signori di Puglia e della stessa
città di Napoli; è anche l'espressione dell'alleanza stretta da quei principi con i
francescani per i quali si vollero qui riprodotte, insieme con strutture e forme
romantiche, le linee ogivali della basilica superiore di Assisi. La facciata, che nelle
parti laterali denunzia qualche lieve disarmonia, s'impone all'ammirazione dello
spettatore per la straordinaria compostezza del portale maggiore e la magnifica
decorazione del rosone centrale. Il portale segue lo schema costruttivo dei modelli
pugliesi del secolo XII, elaborato con perfetta eleganza e unità compositiva, intagliato
con gusto finissimo da maestranze locali di formazione bizantina; il bassorilievo scolpito
sull'architrave, pur accogliendo elementi gotici negli stalli su cui sono assisi gli
apostoli con Gesù, possiede un ritmo così pacato da ricordare quello dei sarcofaghi
paleocristiani. La rosa centrale, destinata non solo a far luce nella navata ma anche a
compensare la nudità delle pareti circostanti, assomiglia ad un'ampia ruota cesellata a
motivi vegetali; il cerchione fortemente strombato si sviluppa all'interno in forma di
dodici archetti, cui s'innestano altrettante colonnine convergenti su un cerchio minore
ov'è inclusa l'insegna gentilizia di Maria d'Enghien. La chiesa possiede vasti cicli
pittorici molto significativi per la varietà del linguaggio figurativo. Nonostante i
danni causati dal tempo, essa conserva più di cento immagini votive raffiguranti santi e
angeli che si affacciano dalle finestre, dalle pareti, dagli archi; al visitatore, già
sbalordito per tanta ricchezza, continua a mostrare ben centocinquanta scene che
ritraggono gli episodi più salienti della Genesi e dell'Apocalisse, della vita di Cristo
e della Madonna, del martirio di Santa Caterina e di Sant' Agata, insieme con la
rappresentazione della Chiesa e dei sacramenti, dei cori angelici e degli evangelisti.
Ricordiamo anche all'interno della chiesa affreschi attribuibili a Francesco
d'Arezzo del sec XV.