storia

         

          Galatina ha una storia complessa. Si può dire che non vi siano state vicende della storia italiana in cui questa città non sia stata coinvolta, fin dalle origini. A parte alcune testimonianze epigrafiche del periodo messapico e le impronte lasciate dalla lunga permanenza dei coloni greci, che s'innestarono nel ramo autoctono delle popolazioni locali, bisogna dire che il nome dei galatini figura tra quei popoli salentini che parteggiarono per Annibale contro Roma. Anche dopo l'occupazione romana, i Salentini non simpatizzarono mai con le aquile dell'Urbe: forse perché avevano alle loro spalle una civiltà più raffinata, quale fu quella messapica e magno-greca. Nei primi secoli dell'era cristiana Galatina seguì le sorti degli altri centri salentini. Fu teatro di guerre durante le invasioni barbariche dei Vandali e dei Goti fino a quando i Bizantini, travolta l'ultima resistenza longobarda, non fissarono il loro dominio su tutta la regione, imponendo le loro strutture amministrative, militari e religiose. La lingua greca convisse accanto a quella romanza, nella vita quotidiana come nella liturgia. Galatina si trovò sul limite di demarcazione tra l'area romaica e quella romanza. Il lungo periodo del dominio bizantino fu, tutto sommato, positivo per la città: s'incrementarono i traffici, il commercio, l'arte, la cultura. Durante il principato di Taranto, la città ebbe, sotto gli Orsini, un periodo di relativo benessere ed anche, se si vuole, di splendore. Alla fine del Trecento risalgono due grandi opere: l'ospedale e la basilica di Santa Caterina d'Alessandria, ambedue realizzazioni degli Orsini del Balzo. Il periodo risorgimentale, alla cui causa Galatina diede un contributo cospicuo con i suoi patrioti (da Innocenzo Calofilippi a Nicola Bardoscia, da Gioacchino Toma a Nicola Vallone, e numerosi altri), meriterebbe un discorso a parte, poichè rientra in tutta la storia del Risorgimento salentino. Gli abitanti si chiamano Galatinési.

 

 

stemma

Stemma comunale

Pietro e Paolo

San Pietro e Paolo

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