tradizioni

    

          Il folklore di Galatina affonda le radici nella storia religiosa della cultura contadina propria di tutto il Salento. Alcune delle feste pi¨ importanti sono la festa di S. Lazzaro, la festa della Madonna della Luce, venerata nell'omonimo Santuario, e la festa patronale in onore dei SS. Pietro e Paolo. Quest'ultima Ŕ meglio conosciuta perchŔ collegata al tarantismo, complesso fenomeno storico-religioso, costante oggetto di studi medici, psicanalitici, etnologici, sociologici. Proprio a Galatina infatti, nella cappella di S. Paolo si recano nei giorni 28 e 29 giugno, allo scopo di essere miracolati, quanti, fuori dal circondario di Galatina (che ne sarebbe immune), sarebbero stati morsi dalla taranta. Ancora oggi, gli ultimi tarantolati danno luogo, dentro e fuori la cappella, a danze, grida, atti istrici, come se fossero posseduti da qualche demone.Il cerimoniale rivela chiari riferimenti a pratiche esorcistico-terapeutiche di origine pagana, che la chiesa avrebbe tentato di riassorbire. Fuori da questa parentesi folkloristica rimane la Festa di S. Pietro che nel centro cittadino, sfarzosamente parato con luminarie, richiama dai paesi limitrofi migliaia di persone e di venditori ambulanti di ogni genere di prodotto. Quella di S. Pietro, quasi una fiera, Ŕ la festa che apre all'estate e, come tale, conclude e inizia un ciclo stagionale. 
In occasione della festa dei SS. Pietro e Paolo si svolge a Galatina presso il quartiere Fieristico la tradizionale Fiera Nazionale dell'Artigianato, Industria e Agricoltura. La caratteristica originaria era quella di una rassegna dell'artigianato. La partecipazione sempre crescente di espositori e pubblico ha determinato il richiamo dei settori agricolo ed industriale. E' una occasione di verifica delle capacitÓ degli operatori salentini; Ŕ uno stimolo notevole per ogni immissione nel mondo del mercato e della competitivitÓ; Ŕ una iniezione di entusiasmo per quanti sono impegnati a lavorare e produrre. La Fiera Nazionale galatinese Ŕ una occasione da non perdere per quanti vogliono comprare o semplicemente godere lo spettacolo del meglio tra i prodotti dell'artigianato, dell'agricoltura e dell'industria.

 

 

 

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