Interessante è da visitare:
la Chiesa Matrice, del
1500, dedicata a San Giovanni Battista con opere di pregevole
valore artistico: sono i tre antichi crocifissi (il primo in legno posto al centro
dell'abside, gli altri due più piccoli in cartapesta e in legno del 1700 conservati in
sagrestia), la statua in legno della Vergine Immacolata del 600, la statua di San Giovanni
Battista in cartapesta del 700, la Cappella del 1600.
Rinvenimenti archeologici
La presenza di una necropoli di circa ottanta tombe con
materiale greco, rinvenuta completamente sconvolta nel 1891 nella tenuta San Nicola presso
la stazione ferroviaria, lascia supporre che si tratti di un'area sita all'interno della
chora tarantina. Ulteriori dati sono costituiti dallo scavo di una sepoltura in contrada
"Le Grottelle" nel 1900, dal ritrovamento sporadico di una "moneta
aurea", dalla presenza di alcune tombe in contrada "Aiella" (Archivio
Soprintendenza Archeologica), forse da mettere in relazione ai piccoli nuclei di necropoli
di epoca ellenistica nei pressi di Masseria Palombara, e dall'acquisto di una collana di
oro con sigillo in calcedonio.
La scoperta e il conseguente scavo di una sepoltura in contrada Mastorna, effettuati nel
mese di dicembre 1995, costituiscono quindi il primo intervento scientifico condotto
nell'area, per la quale è stato già predisposto l'iter amministrativo di occupazione
temporanea al fine di poter condurre uno scavo possibilmente estensivo.
La zona interessata dal rinvenimento, sita all'estremo limite N del territorio comunale di
Monteiasi, non molto distante dalla stazione ferroviaria, è caratterizzata da un leggero
rilievo degradante a O verso il canale Levrano d'Aquino. La tomba ivi messa in luce,
orientata N-S e già manomessa dai clandestini attraverso un foro praticato nella parte
mediana dei lastroni di copertura, si presentava a fossa rettangolare scavata nella roccia
e rivestita di lastroni in pietra tufacea, uno per ogni fiancata e uno per le testate, con
copertura di altre due lastre con dente di incastro e sagomate a leggero doppio spiovente.
All'interno della fossa, quasi del tutto priva di terreno di infiltrazione, la
deposizione, indubbiamente femminile, risultava completamente sconvolta, con pochi resti
del corredo funebre, costituiti da uno specchio circolare in bronzo, alcuni bottoni in
osso, due conchiglie e una coppia di orecchini in terracotta dorata in frammenti, del tipo
a navicella con pendenti, diffuso nella necropoli tarantina soprattutto nella seconda
metà del IV sec. a.C..
Grazia Angela Maruggi