Interessante è da visitare la :
- Campanile detto "GUGLIA DI RAIMONDELLO"
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- Presso la chiesa Parrocchiale si può ammirare il campanile
detto "la guglia gotica", dovuta alla munificenza di Raimondello del Balzo Orsini e all'opera di un anonimo costruttore
di Surbo su disegno di Francesco Colaci di Surbo.
- E' un meraviglioso esempio di architettura sacra
tardo-gotica (1397). Le decorazioni, gli archetti trilobi, le colonnine tortili, le bifore
ricamate, i capitelli slanciati, la balaustra di finissima fattura, degna cornice
dell'edicola finale, hanno un fascino particolare ed un richiamo irresistibile. La
leggenda vuole che i grifoni posti agli angoli siano diavoli pietrificati i quali, insieme
alle streghe, aiutarono il mago Matteo Tafuri ad innalzare la guglia in una notte.
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- LA LEGGENDA
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- Il popolo soletano attribuì l'opera a un
proprio concittadino: Matteo Tafuri. La scelta cadde sul Tafuri perché egli, uomo di
eccezionale cultura, era considerato uno dei più grandi maghi del XVI secolo: laureato
all'Università parigina della Sorbona, era letterato, filosofo, poeta, teologo, medico,
matematico, botanico e fine astrologo. La leggenda narra che il Tafuri decise decise di
costruire il campanile in una notte di tempesta: evocato dal regno delle tenebre un
esercito di streghe , di demoni e di altri spiriti malefici, ordinò loro di erigere entro
la notte un magnifico e monumentale campanile. Subito, la diabolica schiera si mise a
lavorare a lume delle torce e, per ore e ore, fu un andirivieni incessante per l'aria,
accompagnato da rauchi richiami, da urla, da sghignazzate, da fischi e da strepitii, che
creavano una confusione indescrivibile. Tutto quel pandemonio, com'era stabilito, cessò
d'incanto all'alba, ma, se diavoli e streghe furono pronti a scomparire, non altrettanto
lo furono alcuni demonietti. In quel momento essi si trovavano sulla cima del campanile,
ai quattro angoli, e furono colti di sorpresa. Invano, appena si accorsero che gli altri
spiriti infernali si inabissavano, tentarono anch'essi di seguirli: ormai il sortilegio
era fissato e così essi restarono lassù, trasformati in pietra, a completare con le loro
figure la superba decorazione del campanile.
Il vero gioiello soletano è la Chiesa di Santo Stefano (1347)
con il suo portale tardo romanico, il rosone e soprattutto, all'interno, i meravigliosi
affreschi con numerose iscrizioni greche dei sec.XIV e XV in parte bizzantineggianti.
Alla seconda metà del '600 risalgono le Chiese barocche Delle Anime con il superbo portale e di San Nicola con l'attiguo
monastero.
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- Particolare della guglia


Chiesa di Santo Stefano |
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