Cittadina
situata sulle pendici occidentali dell'Etna , alla sinistra del fiume Simeto. Secondo la
leggenda fu il ciclope Bronte, figlio di Nettuno, a fondare
la città. Il ciclope e Vulcano nella fucina dello stesso, fabbricavano i fulmini per
Giove.
Il suo significato e' "tuono" forse anche in
considerazione dei boati che di tanto in tanto l' Etna emette. Rinvenimenti
di cellette funebri dell'VIII secolo a.C., fanno pensare che i primi abitatori della zona
furono i Siculi, stanziatisi sul monte Bolo. Gli scavi archeologici confermano anche che
in epoche successive vi furono insediamenti siracusani, cartaginesi e romani. Da un documento tratto dal codice Arabo-Siculo risulta che la citta'
di Bronte esisteva gia' nell'anno 830 ed era abitata da 664 cristiani e 994 musulmani. Nel
1040, a seguito della vittoria del Generale bizantino Giorgio
Maniace sugli Arabi, comincia per Bronte la dominazione bizantina. L'intera vita e
le attivita' locali sono gestite dalla chiesa e dai monasteri che hanno giurisdizione
civile-penale, danno lavoro a contadini e artigiani e agiscono da guida spirituale della
comunita'. La popolazione residente e' considerata alla stregua di beni
"ascritti" al territorio, cioe' alla stessa stregua di casaleni, magazzini,
animali. Già citato nel Medioevo come un semplice
casale, fu a lungo possesso del Monastero di Maniace. Nel 1094 (12 dicembre) Bronte ed il
territorio circostante sono donati da Ruggero all'abazia di
San Filippo di Fragala'. Nel 1345 (16 aprile) Re Ludovico
dona il feudo di Bronte a Manfredi Lancia. Nel 1392 ancora in
pieno feudalismo, comincia il declino di Maniace, emerge Randazzo
punto di riferimento convergenza stagionale dell'Aristocrazia con le Corti Civili e
criminali, notai, giudici, mercanti, gabbellieri tutti esercitanti un dispotico potere su
uomini e cose di Bronte. Re Giovanni nel 1473 concede il
territorio brontese con le due abazie, Maniace e San Filippo di Fragala' al cardinale Ludovico Borgia, futuro Papa Alessandro VI.
Nel 1520, per decreto di Carlo V,
vi si raccolsero gli abitanti dei numerosi borghi circostanti e si formò il borgo (24
casali). Bronte fu successivamente assegnato da Ferdinando II
all'Ospedale Grande di Palermo. In questo periodo muove i primi passi la neonata pubblica scuola con
la fondazione del Collegio Capizzi 1778, voluta da Ignazio
Capizzi. Egli, consapevole che a Bronte la gioventu' cresce senza educazione, ne'
sapere, desidera porre riparo a tanto "danno" istituendo la scuola pubblica. Nel 1799 Ferdinando IV lo concesse in perpetuo, col titolo di ducato,
all'ammiraglio Horatio Nelson e ai suoi discendenti, quale
compenso per i servizi resigli durante la rivoluzione di Napoli. Il Re infatti era grato
all'Ammiraglio Nelson per averlo rimesso sul trono di Napoli per aver sbaragliato la
flotta francese nella battaglia di Abukir bloccandone di
fatto l'egemonia sul Mediterraneo. Dai Nelson, verso la fine del secolo scorso, il
titolo passò al generale Bridport. Bronte è rimasta, ancora
oggi, argomento di polemiche storiche per la rivolta agraria del 1860, quando la città
divenne teatro di scontri e rivolte, che videro l'eccidio dei cosiddetti "cappelli", ossia di quei cittadini più agiati, per mano degli
stessi concittadini. "La popolazione di Bronte cova odio e malcontento contro gli inglesi che governano
in modo dispotico e oppressivo il territorio." Finito il regime borbonico era
venuta meno la donazione fatta ad Horatio Nelson ed ai suoi eredi. Tuttavia a Bronte nulla
pareva dovesse cambiare: i padroni erano sempre gli inglesi, non si dividevano le terre e
non veniva abolita la tassa sul macinato. L'arrivo di Garibaldi in Sicilia e le sue
vittorie, forniscono alle masse popolari lo spunto per camuffarsi da liberali e farsi
giustizia approfittando, anche, della caduta dei Borboni. Ma per ragioni politiche allora
incomprensibili ai brontesi, la sommossa popolare viene repressa in un bagno di sangue dal
generale garibaldino Nino Bixio. Il
9 agosto di quell'anno i condannati furono fucilati davanti al popolo brontese. L'evento
è rimasto noto come "i fatti di Bronte". A Bronte
nacque il filosofo e giurista Nicola Spedalieri (1740-1795).
Oggi la cittadina è il principale centro siciliano per la produzione di pistacchi, di cui
si fa attivo commercio. Attiva è anche la coltivazione di mandorle, agrumi, uva, cereali
e legumi. Estesi sono i boschi, i prati ed i pascoli permanenti che favoriscono
l'allevamento. L'industria è presente con aziende operanti nei settori del legno, dei
materiali da costruzione, dell'abbigliamento e della trasformazione dei prodotti agricoli
e zootecnici. In notevole sviluppo è il turismo. Gli abitanti si chiamano Brontesi.
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Bronte: vista panoramica

Stemma comunale di Bronte

Monastero o Gangia basiliana

Collegio Capizzi
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