Interessante sono da visitare:
la Cattedrale di San Demetrio, posta nel corso Kastriota e dedicata a San Demetrio
Martire di Tessalonica, è una costruzione del tardo quattrocento (1498) con l'abside
principale, nella costruzione del 500, rivolta verso occidente mentre in origine era
rivolta verso oriente secondo il canone bizantino. Vi si accede mediante una scalinata di
stile tardo barocco. La facciata è abbellita da due mosaici di scuola monrealese del 1960
raffiguranti Cristo in trono affiancato dai Santi militari Giorgio e Demetrio e la Madre
di Dio in Trono. L'interno, a tre navate separate da due file di sette colonne di marmo ed
archi a tutto sesto, contiene un'imponente iconostasi lignea (Manusakis 1975) che
ricopre le tre absidi. (vedi foto). Tra il 1641 ed il 1644 il monrealese Pietro Novelli eseguì gli affreschi delle absidi. In quella
centrale è rappresentata l'Eterno Padre circondato da schiere di angeli e La Resurrezione
del Cristo con Evangelisti e i padri della Chiesa greca e latina mentre in quella destra
vi è la Cappella del Sacramento, in cui è rappresentato Cristo che ascende al cielo.
Nella navata sinistra si trova un grande dipinto ad olio su tela (1845) di Andrea
D'Antoni, raffigurante San Nicola che aiuta i poveri. L'opera più antica e di maggior
rilievo artistico è l'icona della Madre di Dio con il Cristo di scuola senese
(1500), dipinta con tempera all'uovo. Sulla parete destra dell'entrata principale si trova
una pala raffigurante San Demetrio e San Nestore (Frascetti, 1978) e il sepolcro del servo
di Dio padre G. Guzzetta (1682-1756) fondatore del seminario,
uomo illustre dell'Eparchia di Piana.
In seguito ai restauri del 1960 il coro venne allargato e la volta a botte della navata
centrale sostituita con un tetto a cassettoni con decorazioni in oro.
Evidenti sono nella chiesa la presenza di due culture, l'occidentale rappresentata dagli
affreschi di Pietro Novelli e l'orientale identificata
dall'iconostasi e dalle icone collocate nelle navate laterali e dalla navata centrale
impreziosita da nuovi affreschi (Katzaras, 1993) raffiguranti feste Despotiche.
- la Chiesa della Vergine dell'Odigitria
o Santuario Madonna Odigitria. Fu edificato nel 1607 ed aperto al culto nel 1616. Nel 1622
venne ricostruito ed ampliato su progetto di Pietro Novelli ed attualmente presenta
la stessa struttura architettonica.
L'interno è a tre navate divise da quattro pilastri su cui
poggia la cupola ottagonale con laternino. Vi si conserva la statua della Madre di Dio
Odigitria (fine sec. XVII), in legno stuccato e dorato, sorretta da due monaci fra i quali
è inserita l'icona dell'Odigitria portata,
narra la tradizione, dall'Albania nel XV sec.
Vi sono quattro altari di stile barocco con marmi policromi e
stemmi delle famiglie nobili;
sulla strada che porta a San Giuseppe Jato si incontra il
monumento eretto negli anni '70 a memoria delle vittime della strage di Portella delle Ginestre che il bandito Salvatore
Giuliano perpetrò il 1° maggio 1947 a danno dei contadini inermi che celebravano
la consueta festa del lavoro;
- la Chiesa di San Giorgio che è la più
antica chiesa urbana; edificata nel 1495, vi si accede tramite una scalinata. Nel 1716
adiacente alla chiesa è stato costruito l'oratorio dei PP. Filippini (Ritiri)
aperto fino al 1866. La chiesa ha una navata con le volte a botte in cui si ammira
un affresco (Cristodoro 1759) con San Giorgio in gloria. Lateralmente insistono
delle tele: una Crocifissione stile neoclassico e San Filippo Neri in preghiera (Patania),
San Giorgio in prigione (G.P. Novelli). Nella parete sinistra si trova la nicchia con la
statua di San Giorgio (G.Bagnasco). L'iconostasi è arricchita di varie icone nuove
eseguite secondo i canoni bizantini;
la Chiesa di San Nicola fu costruita su
un'antica cappella (oggi cripta) e dal 1619 affidata ai PP. Agostiniani Scalzi. Fino al
1903 si celebrava nel rito romano. Dopo varie vicende che han visto la chiesa restare
chiusa, nel 1957 veniva aperta al culto per ufficiare nel rito bizantino, impreziosita da
un iconostasi di una serie d'icone dei secoli XVII e XVIII di scuola cretese di rilievo
valore artistico;
la Chiesa della SS. Annunziata
fu costruita nel 1625 dal sac. G.
Matranga su una chiesa diruta. Adiacente si trovava un convento dei
cappuccini. Nella navata centrale vi è l'affresco dell'Annunciazione ultima opera
del Novelli (1646) e vi è una recente iconostasi. All'interno del vima vi sono 14 tele
del sec. XVII raffiguranti Cristo, la Madonna e gli Apostoli. Nella navata destra da poco
tempo vi è l'altare centrale in legno (1852) sormontato da un crocifisso in legno
policromato con reliquiari ed una grande tela di scuola siciliana del secolo XVIII
raffigurante l'Immacolata.