storia

         
          Sant'Angelo Muxaro superba e solitaria, sorge sulla sommità di una suggestiva e solitaria collina gessosa dominante la media valle del fiume Platani.
Nasce come continuità di insediamento dell'antica Kamico, la capitale dei Sicani. E' uno dei centri più importanti della Sicilia pre e protostorica. Nelle vicinanze del centro si trova una importante necropoli. Recenti scavi archeologici hanno meglio evidenziato, sul territorio, tracce di una civiltà pre-greca indigena che era presente nella vallata già 4.000 anni prima di Cristo. Negli ultimi venti anni sono stati trovati molti interessanti reperti del periodo neolitico. Il materiale raccolto si trova nel musei archeologici di Agrigento e Siracusa. Di sicuro giocò un ruolo fondamentale la posizione geografica del sito su cui sorge il paese che assieme al Monte Castello e al Pizzo dell'Aquila, costituirono nell'antichità l'egemonia del centro sicano nel bel mezzo della media valle del Platani, controllando la via di accesso dal mare verso l'interno. Attendibili studi identificano questo sito con la "Rocca di Kamicos", inespugnabile città progettata secondo il mito raccontato da Erodoto da Dedalo per il re Sicano Kokalos.
Il vasellame venuto alla luce durante ritrovamenti occasionali e campagne di scavi è diverso in tutto da quello della Sicilia Orientale per via dei motivi geometrici e cerchi concentrici. Gli archeologi parlano di una "cultura di Sant'Angelo Muxaro". Durante la dominazione Araba, IX secolo, si hanno notizie del castello di Mu'Assar (o di Masciaria). Situato sul monte Castello ove tutt'oggi sono presenti i ruderi di un castello medioevale. Nel 1087 fu espugnato dal conte Ruggero, e così il castello con l'annesso casale divenne proprietà della famiglia Chiaramonte fino alla fine del XIV secolo. Successivamente appartenne ai Moncada passando precisamente alla giurisdizione di Guglielmo Raimondo Moncada. Ma questi entrò ben presto in contrasto con Re Martino, e il feudo venne concesso al figlio dello stesso Moncada, Ruggero. A questa stessa famiglia, tuttavia, vennero concessi diversi privilegi, tra cui il diritto di esercitare sul territorio la giustizia civile e criminale. Poi passò alla famiglia De Marinis. Al tempo di Pietro Ponzio De Marinis, nel 1511, venne costruito il centro abitato. Questi eventi favorirono la colonizzazione di profughi albanesi, che caratterizzò per diversi anni la vita del paese. Per tutto il Medio Evo i cartografi segnano nelle loro mappe della Sicilia il centro di Mussaro, nome storpiato o volgarizzato dell'arabo Mu'Assar. Nel 1600, la baronia venne acquisita dai Principi di Castelvetrano, D' Aragona e Tagliavia e infine passò sotto la giurisdizione del Pignatelli, Duchi di Monteleone, che la conservarono sino al 1812, quando in Sicilia la feudalità venne soppressa. Sant'Angelo Muxaro è l'unico centro dell'agrigentino ad avere avuto legami con i Greco- Albanesi. Qui difatti, vennero a stabilirsi attorno al 1506 una colonia di Albanesi emigrati in queste terre a seguito dell'invasione turca sul finire del XV secolo. Gli abitanti si chiamano Santangelési.

 

 

Stemma Sant'Angelo Muxaro

Stemma comunale

Rocca

 

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