La fede cristiana confessa il Cristo, quale Figlio di Dio incarnato, unico
Salvatore degli uomini con lazione perenne e potente dello Spirito Santo lungo la
storia umana.
Tale fede si apre alla cultura e ai valori ideali
dei diversi popoli, fa suo ciò che vi è di valido e positivo, scende nella mentalità e
nel sentimento di un determinato popolo, vi si incarna, per esprimersi in modo adatto e
comprensibile, usando una determinata lingua, sottolineando atteggiamenti e sensibilità,
coniugandosi con il pensiero umano, con il vivere profondo delluomo e
accompagnandolo nella sua storia.
La fede predicata, accolta, vissuta e trasmessa
acquista così una fisionomia speciale e particolare e porta alla formazione di varie
Chiese, che pur nella piena unità e comunione, si distinguono per il loro patrimonio
teologico, liturgico, spirituale e disciplinare.
Nella chiesa antica ci furono delle chiese che
diedero unimpronta propria al cristianesimo della loro regione, si tratta di Roma,
che man mano estese la sua influenza su tutto loccidente, di Alessandria e di
Antiochia.
Nel IV secolo Costantinopoli o Bisanzio ascese al
ruolo di capitale politica delloriente e iniziò ad avere un ruolo ecclesiastico di
primo piano e ben presto la chiesa di Costantinopoli divenne la chiesa più importante di
tutto loriente. Rimasta poi lunica sede imperiale il suo influsso fu enorme.
Il cristianesimo bizantino è nato dallapporto
forte del cristianesimo di Antiochia e di quello di Cesarea di Cappadocia e dalle antiche
tradizioni delle chiese dellAsia Minore, come Efeso ecc.
Essendo la città cosmopolita e in contatto con
tutti gli altri popoli fu capace di prendere tradizioni liturgiche alessandrine, creazioni
occidentali, come la festa del Natale, la ricca innografia cristiana in lingua siriaca,
limpostazione dellanno liturgico di Gerusalemme, le forme di preghiera del
monachesimo palestinese e la legislazione canonica della chiesa di Cartagine; però
essendo la capitale finì per imporre in tutte le parti i propri usi e portarli nei
territori di missione nella conversione dei popoli Slavi.
Dal punto di vista storico va notato che la Chiesa
di Costantinopoli lungo la storia ha perso la cristianità orientale dopo il Concilio di
Efeso, il cristianesimo egiziano e siro-palestinese dopo il concilio di Calcedonia e pure
quello armeno, ma ha unito a sé la Grecia, lItalia meridionale e parte
dellAfrica, e poi i vari popoli Slavi. Ha realizzato una grande unificazione del
cristianesimo e dal punto di vista culturale-linguistico e da quello
liturgico-disciplinare. I patriarcati di Alessandria, Antiochia e Gerusalemme non avendo
più le masse dei fedeli abbracciarono anche nella lingua il Cristianesimo Bizantino. Alla
formazione del Cristianesimo Bizantino contribuirono delle figure eccezionali come Basilio
di Cesarea, Gregorio il Teologo, Giovanni Crisostomo, Romano il Melode, Giovanni
Damasceno, Giuseppe Innografo, Sofronio di Gerusalemme, Teodoro Studita.
Le caratteristiche fondamentali del Cristianesimo
Bizantino sono le seguenti:
- Fedeltà al deposito apostolico della fede, espresso nelle Sante
Scritture, e trasmesso, vissuto e celebrato nella Chiesa in una tradizione continua e
vivente. La riflessione Teologica nasce e si basa sulla Sacra Scrittura e sulla tradizione
della Chiesa appoggiandosi ai Padri come testimoni privilegiati e seguendo le definizioni
dei concili ecumenici.
- Radicalità evangelica della vita cristiana, con il primato della
carità, vissuta allinizio nella spiritualità del martirio e dagli inizi del IV
secolo nella spiritualità monastica, che è lideale per tutti i cristiani.
- Accentuazione della trascendenza e santità divina, il senso del
mistero e la sottolineatura della sacralità, la centralità delleconomia salvifica
dalla creazione allincarnazione del Verbo e alla Redenzione pasquale operata da
Gesù Cristo attualizzata dallo Spirito Santo nella Chiesa, la coscienza acuta della
vocazione primordiale delluomo alla divinizzazione e del dramma provocato dal
peccato e della grazia liberante donata dal Signore Gesù Cristo.
- Contemplazione del mistero trinitario, rivelato nella economia
salvifica, celebrato e adorato nella confessione dei fedeli, proclamato e glorificato
nella Liturgia, continuamente richiamato e lodato dalle dossologie e dal segno della
Croce. Stupore e ringraziamento di fronte allunico Dio in tre Persone pieno di amore
verso gli uomini: il Filantropo; che ha operato la nostra salvezza e ci chiama ad unirci a
sé: il Salvatore; che è misericordioso e ci dà la Grazia nella Santa Chiesa mediante i
Sacramenti per vivere una vita nuova ad immagine di Cristo e secondo il suo Vangelo e per
diventare una comunità in comunione di vita e di fede e carità.
- Preminenza del servizio liturgico, come nuovo culto in Spirito e
Verità, che nasce e culmina nella Divina Liturgia, attualizzazione del sacrificio di
Cristo sulla croce, offerta della sua vita al Padre e nostra unione con il Signore Risorto
datore dello Spirito Santo. Il sevizio liturgico acquista lo splendore paradisiaco, la
lode ininterrotta degli angeli, la gioia e la riconoscenza dei salvati, il dolore e la
penitenza dei peccatori, e tende a coinvolgere tutto, luomo con parole e gesti, luci
e profumi, pedagogia alla verità mediante segni e simboli, visibili, proclamazione del
Vangelo mediante lettura, omelia, canto, icone. Sapiente organizzazione tra ripetizioni e
parti nuove, tra scelte dei testi biblici e memoria celebrata, tra canto di lode e
meditazione della parola di Dio, che in continuazione emerge negli inni, organizzazione
utile per il coinvolgimento dellassemblea intera mediante vari ruoli, sacerdote,
diacono, lettore, cantori.
P. Vittorio Amedeo Marchianò
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