I Sanseverino, Principi di Bisignano, appartennero ad una delle più illustri
famiglie del Regno di Napoli e di tutta lItalia. Essi furono quasi distrutti dagli
Svevi, per avere aderito al partito guelfo e parteggiato per i pontefici romani. La Casata
sopravvisse, però, anche al tempo dei Durazzo e seppe, sia luna che laltra
volta, tornare allantico splendore. Contrasse numerose parentele con le più
illustri e potenti Case italiane. Fra i suoi membri si contano cardinali, viceré,
marescialli, condottieri di eserciti. I Sanseverino ebbero oltre 300 feudi, 40 contee, 9
marchesati, 12 ducati, 10 principati.
I Sanseverino, signori di vasti possedimenti in Calabria, Lucania, Puglia e
Campania, si divisero, nel secolo XV, nei due rami di Salerno e di Bisignano (CS), non
cessando, però, di essere protagonisti ed arbitri delle contese politiche e militari fra
i sovrani di Napoli e i vari pretendenti al trono, tra guelfi e ghibellini, tra papato e
impero.
Il primo Principe di Bisignano fu Luca Sanseverino,
fautore degli Aragonesi, guerriero di notevole valore.
Girolamo Sanseverino, secondo principe di
Bisignano, partecipò alla Congiura dei Baroni e venne rinchiuso nelle carceri di
Castelnuovo. Egli favorì lo stanziamento degli Albanesi nelle sue terre, accordando loro
immunità e privilegi particolari, esenzioni tributarie, sfruttamento gratuito delle terre
nelle quali si formarono in seguito i centri abitati delle località attuali di Cavallerizzo,
Cervicati, Mongrassano, Cerzeto, Lungro, Frascineto, Firmo, Plataci, Porcile, S. Basile,
S. Martino di Finita, S. Caterina, S. Giacomo, S. Lorenzo, Serra di Leo, Civita,
Falconara, S. Fili, Acquaformosa.
Girolamo Sanseverino consentì ad altri nuclei abitativi che ripopolassero
i centri di Altomonte, Torano, Rota Greca, Lattarico, Tarsia, Castroregio, S.
Benedetto Ullano, rimasti spopolati o quasi deserti per i flagelli della peste dei
secoli XIV e XVI.
Bernardino Sanseverino, costretto
allesilio, sincontrò in Francia con San Francesco di Paola, nominato
Procuratore Generale dellOrdine dei Minimi, che osservano, per penitenza,
uneterna quaresima, senza mai mangiare carne o latticini.
Pietrantonio Sanseverino seguì fedelmente la
politica della Spagna e ratificò i "Capitoli e Grazie", che si conclusero con
la seguente dicitura: "Datum in nostra terra Morani 1° mensis Augusti 1530, Ind.
XIII".
Limperatore Carlo V visitò le sue terre e, per laccoglienza
ricevuta ( dal 9 al 12 novembre 1535), nella riserva di San Mauro di Corigliano, domandò
con compiacimento: "Ma voi siete il principe o il re di Bisignano?".
Pietrantonio fu insignito della più alta munificenza spagnola, cioè del "Toson
doro", con cui fu innalzato alla più alta dignità delle "Cortes".
Le sue spoglie furono tumulate dentro laltare maggiore della chiesa di San Francesco
di Paola, ma furono disperse in seguito ai terremoti .
Nicolò Bernardino II, nato a Morano Calabro,
da Pietrantonio e da Irene Castriota Skanderbeg, rese famosi
i giardini napoletani col nome di "Orti Botanici" sanseverini.
Di pochi mesi fu il governo principesco di Carlo
Antonio Sanseverino; il Conte di Saponara, Luigi Sanseverino,
iniziò il secondo ramo della Casata.
Dopo Carlo Sanseverino, si distinse Carlo Maria jr., che stabilì la sua Corte in Altomonte e aprì
lindustria delle Saline di Lungro (CS).
Giuseppe Leopoldo Sanseverino fu amico e
confidente del Beato Angelo dAcri e padre della venerabile Mariangela del
Crocifisso.
Luigi II Sanseverino scelse la sua dimora in
Acri.
Dai principi Sanseverino di Bisignano nacque il cardinale Lucio Sanseverino, che fu Arcivescovo di Rossano per venti anni, e
Metropolita di Salerno, segnalandosi per la sua immacolata fede, per la sua dottrina
"ceterisque virtutibus maxime nobilis".
Unaltra singolare figura fu Luigi III
Sanseverino, barone, asceta e laico, che mise da parte la cura degli affari
materiali.
Suo figlio, Tommaso Sanseverino, ereditò i
feudi di Bisignano, Altomonte, Acri, Lungro, Santa Sofia dEpiro, Luzzi, Rose,
Sant' Agata d Esaro, che gli furono portati in dote dalla moglie Livia Firrao,
ultima erede del Casato dei Firrao, definita dal Croce "di rispettabile
condotta".
* Il ramo dei Principi di Bisignano si è estinto nel 1888 con la morte
dell'ultimo principe Luigi Sanseverino (sedicesimo principe di Bisignano); la sua figlia
primogenita sposò Francesco Costa dei Marchesi di Arielli. Di questa storica famiglia
sussiste oggi il solo ramo dei Baroni
di Marcellinara, feudo ottenuto il
3/2/1445 da Alfonso d'Aragona per il vittorioso assedio di Catanzaro. (cfr. Candida
Gonzaga; Spreti; Annuario della nobiltà Italiana; Libro d'Oro).
* Segnalazione di Gianpietro Sanseverino (17/11/1999)