LA MAIL ART NELLA GERMANIA DELL’EST
di LUTZ WOHLRAB


La Mail Art è nata negli anni della Guerra Fredda ed è molto importante per alcune persone dell’ Europa dell’Est. Almeno una parte della nostra corrispondenza passava la Cortina di Ferro e ci dava l’opportunità di comunicare con tutto il mondo. A posteriori penso che l’inizio della Mail Art sia il 1962, quando La New York Correspondance School of Art, una pseudo-istituzione, fu fortemente influenzata da FLUXUS e DADA. Ma Ray Johnson non era molto conosciuto nell’Europa dell’Est. Egli spediva la sua posta con la richiesta “Add and Return”, ma senza una lista di indirizzi il network non è possibile. Nel 1970 l’introduzione della lista degli indirizzi da parte dei canadesi Michael Morris e Vincent Trasov (Image Bank) segnò l’inizio dei Mail Art projects. Molto importante fu la loro rivista FILE del 1974 diffusa ad alta tiratura. Il francese Jean-Marc Poinsot coniò il termine “Mail Art” nel 1971, che fu anche usato con effetto retroattivo dalla Correspondance Art di Johnson. I cataloghi di Mail Art con gli indirizzi degli artisti postali furono invece un’invenzione di Ken Friedman. Egli ed altri misero delle regole: tutti i lavori sono accettati, niente giurie, niente tasse, e una documentazione deve essere inviata a tutti i partecipanti. Klaus Groh dalla Germania Ovest iniziò ad entrare in contatto con artisti polacchi e con Robert Rehfeldt dalla Germania Est. All’inizio Rehfeldt conservò la sua lista di indirizzi ben nascosta, le buste rimasero bianche. Solo nel 1975 uscì allo scoperto con la Mail Art per la prima volta. Per l’occasione della personale al Palazzo della Cultura di Varsavia iniziò il suo primo progetto con l’idea di mostrarlo li. Anche nelle sue lezioni di disegno i giovani iniziarono a prestare interesse a Rehfeldt, dopo la sua corrispondenza con tutto il mondo. Joseph W. Huber iniziò il suo progetto "Nature is life - save it" (La natura è vita, salviamola) nel 1977, e incominciò ad usare il mezzo più aggressivamente così che divenne più conosciuto nella Germania Est. Ci furono due mostre molto importanti a Berlino Est: nel 1978, nella Galery Arkade (con catalogo) e nel 1979, nella galleria privata di Jürgen Schweinebraden. Nei seguenti dieci anni seguirono 80 progetti, che naturalmente aumentarono il numero dei mailartisti. Nella Germania Est la Mail Art ebbe una speciale importanza. Aprì una porta sul mondo; per molti di noi la sola. La Mail Art comunica senza confini di lingua, cultura e paese. Dove il gruppo FLUXUS e i mailartisti dell’ovest volevano attaccare il mercato e il sistema dell’arte, la mail Art in Polonia, Ungheria e specialmente nella Germania Est fu contro le restrizioni statali e la pressione politica e ideologica e un occhio ironico sul significato dell’arte ufficiale in termini di realismo socialista.Il gruppo di Mail Art di Dresda con Birger Jesch, Joachim Stange e altri fu particolarmente attivo. Molti temi furono provocatori: il progetto obiettivo pacifismo, “Mobile senza automobile”, “Fate l’amore-non la guerra”, “Ogni cosa com’era”, “Tradizione del buon vecchio tedesco”, “Erotismo visivo”, e “Omaggio a Wilhelm Reich". Molte delle mostre poterono aver luogo solo nelle chiese, che offrirono un podio religioso per la giovane arte non conformista della Germania Est. La Mail Art nelle chiese è un fenomeno specifico della Germania Est. Altre mostre ebbero luogo in appartamenti, anche in alcuni di quelli che solo oggi si sa essere stati spazi degli agenti della Stasi. I loro rapporti sono adesso parte dei nostri archivi. Rainer Luck e Jürgen Gottschalk furono arrestati per motivi politici e più tardi deportati all’ Ovest. Il primo Mail Art project cui presi parte si chiamava “Beziehungen “(Rapporti) e fu esposto a Putbus nel 1985 da Walter Goes. Il suo secondo tentativo di mostra sotto l’intelligente titolo “ Lettere d’Artista/Disegni di Lettere” fu chiusa per “motivi tecnici” sebbene già allestita.Il "First Decentral (con significato di mondiale) Mail Art Congress" nel 1986 alla "Palette Nord" a Berlino fu anche proibito, così che dovemmo spostarci allostudio di Robert Rehfeldt. Kees Francke (Olanda) portò per l’occasione il suo progetto "Il Paradiso dei Lavoratori" e questo fu allestito in uno spazio vuoto sul retro di una casa. Il suo tema permise associazioni ironiche: il sistema socialista come paradiso per la classe lavoratrice? Kees mostrò il suo progetto in Olanda, Belgio, Polonia, a Dresda e a Berlino.La Mail Art ha puntato la lente sulla società della Germania Est, probabilmente più delle altre sezioni delle belle arti. Tutti i temi dei gruppi di lavoro delle chiese, la fondazione della opposizione della Germania Est, furono affrontati dai Mailartisti, come il servizio sociale per la pace, l’educazione militare nelle scuole, l’interesse per l’ambiente, domande psicologiche del tipo “L’essere umano e libertà” e “ Pace, coesistenza e disarmo” e “Pershing II e SS 20”, il pericolo atomico, anche "Glasnost". Perciò il ruolo della Mail Art della Germania Est non deve essere sottostimato nella crescita del movimento democratico, che iniziò a svilupparsi con la Chiesa Evangelica e alla fine vinse nelle strade nell’autunno del 1989, con le parole "Wir sind das Volk” (Noi siamo il popolo). Soddisfazione-saggezza, la Mail Art della Germania Est fu arte popolare, anche se esteticamente non lo fu. La Mail Art volle crescere in un movimento di massa, ma non funzionò presumibilmente a causa di questa contraddizione. Guardando indietro il "Recycling Mail Art-project" iniziato dal B.E.R.M. nella Casa della Cultura di Potsdam nella primavera dell’ 89 con le sue molteplici attività mostrò quanto lontano uno potrebbe andare. Cosa poi noi sentiamo come un inizio audace, ora solo risulta essere stato la fine del potere di stato sulla vita controllata. Attaccare l’ideologia socialista con i suoi stessi mezzi fu una sfida per l’istinto del gioco. Giochi di parole, allusioni e anagrammi sono sempre stati un’area prediletta per i Mailartisti e i poeti visivi. Hans-Ruedi Fricker, Svizzera, ideò l’anagramma più bello per noi. Nel 1988 trasformò "Glasnost" in “Angstlos" ("impavido") su un francobollo. Due terzi di Mailartisti in questo paese non erano artisti di professione ma lavoravano in differenti professioni. Essi hanno risposto a una domanda importante del gruppo FLUXUS: essere artista e lavorare in un’area sociale (Maciunas). In ciò FLUXUS fu molto vicina alla visione socialista di un artista. A Rehfeldt piaceva il pensiero di Karl Marx che in una società comunista non ci sarebbero pittori ma solo persone che, tra altre cose, anche dipingono. Paradossalmente, la sua esistenza e quella dei suoi colleghi amici artisti, è stata ripetutamente minacciata dagli ideologi della classe lavoratrice. Così la Mail Art potrebbe essere stata un’arte socialista. “Postkunst" (Mail Art in tedesco) potrebbe essere stata "After the art" (Dopo l’arte). O differentemente: se la Mail Art non fosse stata considerata come anti-socialista, se il critico fosse stato integrato, sarebbe esistito il socialismo? Il socialismo senza democrazia è una contraddizione proprio come FLUXUS senza arte.La soddisfazione legata alla Mail Art non si realizza nelle mostre. Possono creare confusione perchè le banalità si associano alle cose importanti, ma "la prugna nel budino" deve essere trovata. La vera soddisfazione arriva alla persona che pubblicizza/annuncia un progetto e, ad una ad una, riceve idee da tutto il mondo nella sua cassetta delle lettere. Le soddisfazioni personali, quasi private, di aprire le buste delle lettere può raggiungere un livello che solo un amatore può comprendere. Partecipare a progetti di altre persone, immaginare l’attenzione di un destinatario sicuro e anche ottenere risposte può essere egualmente entusiasmante (anche se qualche volta non lo è). Ci rimane un’ utopia, dice Rehfeldt: ”la tua idea aiuta la mia idea, le nostre idee aiutano altre idee”.


(testo italiano di Tiziana Baracchi, da materiale fornito direttamente dall'artista)





 

 
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by Claudio Grandinetti

 

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