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Mail Art
is not fine art – it is the artist who is fine.
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Hr. Fricker
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QUANDO
L’ARTE VIAGGIA PER POSTA……..
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di
Anna Boschi
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“MAIL ART”.
Questo termine, quando lo si pronuncia, desta sempre il consueto
interrogativo:
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che cos’è la
Mail Art? Cosa significa fare Mail Art? Di fronte a questa definizione si
avverte spesso nell’interlocutore una reazione non sempre positiva,
come se per lui fare Mail Art fosse partecipare soltanto ad un
“gioco” collettivo, intrigante, appassionato, ma pur sempre un
“gioco”.
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Invece la Mail
Art (Arte Postale) è un circuito artistico internazionale multimediale che
ha caratterizzato il XX° secolo al di fuori dei canali tradizionali
dell’arte, uno straordinario network che coinvolge operatori
culturali di tutto il mondo i quali, utilizzando
la Posta, inviano le loro opere per
aderire a progetti internazionali a tema, senza alcun
condizionamento di critica e di mercato, quindi con un’arte
assolutamente svincolata da mode e da concetti pre-costituiti, ma
al contrario totalmente libera ed espressa tramite la tecnica e la
poetica che contraddistinguono ogni artista. E’ una coinvolgente
forma di comunicazione artistica che si sviluppa in vari modi,
dallo scambio gratuito e reciproco di opere ai “progetti a tema”,
dai contatti internazionali ai convegni, agli incontri durante i
quali gli artisti propongono installazioni, performances ed azioni
poetiche.
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Esistono tante
anime nella Mail Art e certamente esiste anche l’anima ludica e
sottilmente ironica, nello spirito intelligente e caustico del
provocatorio e compianto artista americano Ray Johnson, che ha
generato il network della mail art, ma - come dice il networker
filosofo belga Guy Bleus –
la Mail
Art implica
un’armonia con il mondo esterno, l’amicizia con le altre persone, la
comprensione della loro umanità, l’accettazione del mondo ed una
profonda gratitudine nei confronti dell’intero universo….”.
Tra
tutte queste anime, ai primi posti spiccano in modo preminente
quella sociale, politica e solidale e ne sono prova i numerosi
progetti che circolano nel mondo dedicati alla Pace, ai diritti
umani, alla lotta contro i soprusi. Gli artisti e i poeti
che praticano la Mail Art donano la loro opera per lanciare un messaggio, per far sentire
la loro voce in questo mondo di differenze e di indifferenza.
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Come accennato sopra, questo
fantastico circuito deve la propria vita all’artista americano Ray
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Johnson (aderente al gruppo FLUXUS
sorto negli Stati Uniti nel 1958).
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Eravamo nel 1962. Dopo aver inviato
per posta suoi lavori in tutto il mondo (da citare
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particolarmente gli “Add to and
return to”) fondò per parodia la New York Correspondence School
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of Art, (termine coniato
scherzosamente da Eward Plunkett) divenuta presto New York
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CorresponDance School of Art (quasi
a sottolineare una “danza” per corrispondenza), in risposta ad una
Scuola di Espressionismo astratto per corrispondenza esistente
allora a New York.
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In questa scuola “virtuale”,
Johnson raccoglieva gli elaborati dei corrispondenti con i quali
comunicava tramite il media postale e che rappresentavano
simbolicamente gli studenti. Di conseguenza buste,
timbri,francobolli, adesivi ecc. diventarono parte integrante di
questo tipo di comunicazione.
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Raccolse in breve tempo le più
ampie adesioni anche di artisti come Rauschenberg, Yves Klein, Ben
Vautier, Joseph Beuys, Dick Higgins, June Nam Paik, Daniel Spoerri
e nel giro di oltre quarant’anni è divenuto un vero network
internazionale che comprende artisti di tutte le Nazioni del mondo
e ruota intorno al pianeta con richieste di partecipazione a
progetti sociali, politici, ludici e di attualità .
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Però attorno a questo “movimento”
esiste ancora una grande confusione. Quando qualcuno si trova per
la prima volta di fronte ad una mostra di mail art, è inevitabile
che gli sfugga sempre la stessa frase:”Ma io credevo che la mail art
fossero soltanto cartoline!”
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Invece Mail Art (Arte postale) è il
media che permette la circolazione e lo scambio di qualsiasi opera
di qualsiasi corrente e di qualsiasi tecnica e le dimensioni non
hanno limiti, se non quelle “postabili”.
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Sono cartoline se l’artista ama
esprimersi in quella dimensione e possono essere francobolli
d’artista, libri d’artista, copy-art, fotografie se l’artista/
mailartista è solito operare in quel determinato contesto.
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Nel network circolano moltissimi
progetti relativi agli ARTISTAMPS e agli ART-BOOKS,
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veri gioielli di concettualità,
linguaggio e fantasia.
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Non sempre gli artisti aderiscono
al progetto con una interpretazione a tema, bensì spesso inviano una
loro personale opera, coscienti però di far parte di questo
coinvolgente abbraccio universale.
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Ed anche questo rientra nello
spirito della mail art.
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Quindi due semplici parole : MAIL =
POSTA, ART = ARTE,. Non cartoline, ma arte che viaggia per posta,
per raggiungerci, per stabilire contatti, per comunicare pensieri,
programmi, progetti presenti e futuri, per condividere, per
provocare, per denunciare, per “giocare” all’insegna della
creatività e della poesia. Tutto questo e ancora di piu’……..
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E’ un network che, pur superando il
trittico “galleria-critico-mercante”, quindi volutamente al di fuori
dei canali ufficiali, ha fortemente interessato e interessa oggi
ancora di piu’ Istituzioni, Comuni, Università e Musei che si stanno
attivamente interessando al suo fenomeno, sia dal lato
socio-politico che da quello storico, in previsione di poterla
ufficializzare.
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MAILART E’ ARTE COMUNICATA, MAIL ART
E’ ARTE DONATA perché le opere restano a chi ha organizzato
l’evento. Per fare mail art la generosità è d’obbligo. Ogni piccola
opera è GRANDE per l’anima che contiene e tu la lasci ad altri, con
gioia, con partecipazione, con fraternità.
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Questi altri conservano le opere
con attenzione e considerazione, e nascono così numerosi archivi
privati colmi di interessanti opere/idee e di energia creativa, con
funzioni di raccolta, studio, analisi, ma anche come punto di
ridiffusione del fenomeno con mostre, pubblicazioni, invio di
documenti, spazi alternativi ecc.
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L’evoluzione tecnologica ha
fortemente coinvolto negli ultimi tempi anche la mail art, perché
la comunicazione è stata molto facilitata. Sono sorti infatti in
Internet moltissimi archivi dai quali è possibile attingere
informazioni, venire a conoscenza dei progetti che circolano, degli
incontri, dei simposi e dei Festivals organizzati in tutto il mondo
in cui, oltre alle mostre e alle installazioni, avvengono
dibattiti, performances ed azioni poetiche. Tutto questo è stato un
ulteriore importante stimolo ad aderire a questo circuito
collettivo internazionale e ne è prova l’aumento di interesse per
questa espressione artistica anche da parte delle varie
Istituzioni.
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Naturalmente anche la mail art , con
la stagione sperimentale dell’arte visiva attraverso i media
elettronici, ha avuto una sua naturale trasformazione in e-mail
art, con progetti su questo specifico tema, perché trattandosi di
“arte comunicata” non deve necessariamente essere un manufatto da
spedire via “mail”, ma può essere trasmessa anche con qualsiasi
altro mezzo di comunicazione: computer, fax, CD, CD-R. DVD ecc. Ho
però notato che, dopo una fase sperimentale di invio tramite e-mail
art, molti artisti che operano nel vero spirito della mail art non
hanno rinunciato al piacere di realizzare un’opera originale e al
suggestivo fascino del manufatto e vi è stata quindi una totale
ripresa delle partecipazioni tramite posta.
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