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Carmela Corsitto

 

 

 

Comune di Castel San Pietro Terme
Assessorato alla Cultura
COMUNICATO STAMPA
 
Mostra personale d’installazione di CARMELA CORSITTO: “TO FEED” THE UN/CONSCIOUS
 
Galleria Comunale D’Arte Contemporanea – Castel San Pietro Terme (BO), Via Matteotti, 79
Inaugurazione: Sabato 21 Gennaio 2006 ore 18.00
Intervento Poetico di Flavio Ermini: “Il LIBRO SEGRETO DI ZIMMER “
 
Periodo: 21 Gennaio – 7 Febbraio 2006
Feriali 16 – 19 / Festivi 10 -12 / 16 – 19
Lunedì per le scuole su appuntamento: 10 – 12
 
A cura di Anna Boschi / Allestimento Carmela Corsetto
 
Info:  Tel. 051 6954124
         E-Mail : cultura1@cspietro.provincia.bo.it
E- Mail : carmelacorsitto@libero.it
 
Disponibile in galleria pieghevole con testo di Anna Boschi
 
Carmela Corsitto è nata a Canicattì nel 1958. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento. Inizia la sua attività artistica nel 1983, privilegiando il figurativo moderno. Nei primi anni novanta si cimenta nel campo dell’Informale  e del Neoinformale. Dal 1995 s’interessa d'installazioni, applicati alla ricerca e alla trasformazione degli oggetti  come prodotto concettuale. Realizza opere e installazioni che espone in  mostre personali e rassegne d'arte in Italia e all'estero e le sue opere vengono acquisite  da  prestigiosi musei e da numerose collezioni pubbliche e private. Molti i critici che si sono interessati alle sua attività, tra questi: Francesco Carbone, Franco Spena, Paola Nicita, Patrizia Ferri, Paolo Balmas, Fabiola Naldi, Valerio Dehò, Cristina M.D. Belloni, Edoardo Di Mauro, Bruno Sullo, Vinny Scorsone e Anna Boschi.
L'Artista vive tra Canicattì e Bologna.
Anna Boschi scrive di Carmela Corsitto: Rigore compositivo, equilibrio formale, colore non-colore caratterizzano le raffinate opere di Carmela Corsitto.   Rigore che in/consciamente conduce ad un’osservazione silenziosa e sacrale, quasi ci trovassimo di fronte ad icone spirituali del tempo imprigionate e soffocate dal magma profondo delle nostre angosce in attesa da anni di essere “liberate” e conseguentemente “alimentate” di forza ed energia vitale. Da contenitori geometrici allineati in perfetta  sequenza (forse scrigni di ricordi e riposti pensieri) emergono personaggi-ombra della memoria, fantasmi di un faticoso quotidiano che non dà spazio ai sogni.
Figure consumate e contorte, forme informi,  archetipi della nostra anima, si agitano in un mare di fragilità per contrastare fortemente il vuoto di una vita negata e sofferta. La  densa materia che le avvolge  tenta di schiacciarle, di soverchiarle, di costringerle ad essere “burattini” di un palcoscenico deserto, ma  le forme cercano con spinta di affiorare in superficie per trovare respiro e dare spazio alla speranza, permettendo così alla nostra coscienza di porsi interrogativi sul senso dell’esistenza, sull’eterno e misterioso rapporto tra Dio e l’uomo. Carmela Corsitto, artista capace  e sensibile, con le sue realizzazioni  esprime un percorso concettuale interiore e significativo, a volte  sommesso, a volte dichiaratamente urlato che porta a spazi mentali desiderosi di alimentarsi di nuovo ossigeno necessario per affrontare e superare  i  “LIFE PATH(o)S” in un colloquio continuo tra Arte e Vita. Nelle interessanti opere di Corsitto si avverte infatti  la personale metafora della vita creativa. Rappresentazione e installazione, eleganza e severità, materia e spirito: è questo il teatro virtuale dell’artista siciliana, teatro della memoria, della mente, dell’anima, teatro di chi è sempre alla ricerca di sé stesso e dell’altro, per conoscere, comprendere, apprendere, sorprendere….
 
Flavio Ermini (Verona, 1947), poeta e saggista. Tra i suoi ultimi libri di poesia: Karlsár (1998), Poema n. 10. Tra pensiero (2001); per la saggistica ha in corso di pubblicazione Il moto apparente del sole con Moretti&Vitali. Dirige la rivista di ricerca letteraria ³Anterem². Vive a Verona dove lavora in editoria.
 
Così come accade nell¹opera di Carmela Corsitto, nei testi che Flavio Ermini propone c’è la consapevolezza di uno sguardo che non costituisce un rispecchiamento della realtà, ma la messa in scena di un certo modo di guardare: per cogliere il punto in cui esattezza e verità si incontrano.

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