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- Biografia
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Maurizio Follin, pittore Veneziano del ‘900
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• Venuto al mondo la notte in cui alla RAI trasmettevano La
Cantatrice Calva di Ionesco;
• allattato con il costruttivismo di Malevich e l’astrattismo di
Kandinsky,
• svezzato dall’informale di Vedova e l’action-painting di Pollock,
• fluttuando fra i versi di Ginsberg e gli accordi di Zappa,
non potevo che crescere uno spirito libero.
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Libero di studiare figura e natura morta, per poi esprimermi con
dripping e mouse.
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Libero di non incontrare il favore del mercato, ma di stupire e
appassionare gli amici.
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Libero di usare drappi non intelaiati, che richiedono un certo
coraggio a quei pochi che vogliono attaccarseli sopra il divano
buono.
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Libero di mixare pittura ed immagini digitali, progettando
improbabili ambientazioni difficilmente realizzabili se non in
formato virtuale.
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Con il mio lavoro cerco di darmi la possibilità di trasmettere buone
vibrazioni a quei pochi curiosi che, disposti ad uscire dai loro
panni intellettuali, accettano di respirare una boccata di pura
creatività.
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Non appartengo a nessun “ismo”,
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non ho la presunzione di creare qualcosa di nuovo e tanto meno di
Originale . . . . .
però mi ci diverto.
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L'armonia del colore
Libertà del colore e libertà dalla forma. Libertà di esprimere
emozioni, sensazioni, sentimenti. Libertà di comunicare, attraverso
vari media, tradizionali e moderni, mixando tele e colori con
elaborazione digitale, scultura e pittura, figura ed avanguardie,
informale ed arte tribale. E' l'arte di Maurizio Follin: una pittura
materica e colorata, nella quale l'azione si fa opera, nella
migliore tradizione dell'informale. E proprio da Vedova e
dall'Action Painting di Pollock prende il via la sua attività, che
si arricchisce pero' con il costruttivismo di Malevich e
l'astrattismo di Kandinsky, fra i versi di Ginsberg e gli accordi di
Zappa.
Da Pollock deriva la tecnica, quel dripping che troviamo in quasi
tutte le sue opere, da Frank Zappa l'armonia quasi musicale che
comunica odori, materia, movimento. Spesso i suoi quadri sono stati
paragonati a spartiti, e lui stesso non sente estranea tale
definizione: -A volte lavoro realmente come se stessi componendo
un'armonia, con tanto di base ritmica, cadenzata e geometrica nel
fondo, per poi intervenire con azioni gestuali, con il dripping,
quasi fosse un assolo di chitarra con echi e distorsioni-.
Nascono cosi' gli Aquiloni in cui il drappo, la tela, il formato di
volta in volta verticale od orizzontale si adattano alla libertà
della sua espressione: alcune opere sono sognanti, dominate da toni
pastello, altre sono caratterizzate da toni violenti, altre ancora
sono un tripudio di colori, un'esplosione di gioia. Gli accostamenti
possono essere strani, acidi o dolci, armoniosi o dissonanti, e
comunicano agitazione o allegria, ma quasi sempre positività e
tanto, tanto movimento.
Tecnica e musica sono arricchite dalla conoscenza dell'espressione
primitiva e tribale nella serie del Peccato Originale, opere in cui
si sente il respiro del deserto, degli indios, delle tribu', e dove
il gesto, il ritmo, il segno riacquistano un significato ormai
perduto nell'era tecnologica: quello di mezzi primi di
comunicazione. Ed ecco i colori caldi, puri e terrosi, il rosso e
l'ocra attraversati da segni neri, geometrie africane, astratte,
materiali naturali che diventano maschere e totem, per captare
ancora, -caricandoli di nuovi significati personali (-) voci e
richiami lanciati da oggetti e da materiali naturali-.
Il colore si fa meno materico in alcune Opere su Carta, dove spesso
il supporto viene lasciato emergere e i dipinti diventano puro
grafismo, scrittura colorata. E per cambiare, mutare, virare i
colori, creare infinite variazioni di una stessa opera, Maurizio si
e' infine servito della tecnologia: con il digitale ha creato i
Miti, rielaborando e sovrapponendo le foto dei suoi -miti- (spesso
universalmente riconosciuti) ai suoi dipinti, ai suoi gesti. Ed ecco
quindi Andy Warhol, Bakunin, Che Guevara, il Dalai Lama, Einstein,
Gramsci, ma anche Frank Zappa, la sua grande passione: i loro volti
sono sfumati, mescolati al colore liquido e ai segni della sua
pittura, o emergono in trasparenza da quegli stessi segni.
Una produzione varia, quella di Maurizio Follin, che fin dagli inizi
ha rivendicato la sua libertà creativa: l'arte, per lui, e' solo
questo, deve -rispondere esclusivamente alle proprie esigenze
creative, e non si deve scendere a compromessi per renderla bene di
consumo-.
Nicoletta Consentino
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Indirizzo:
Via M.te
Cervino, 27 30173 Favaro V.to (VE).
Italia
- E-mail:
maurizio.follin@tin.it
- Link:
www.realtano.it
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http://dododada.ning.com/profile/mauriziofollin
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Link AIMA:
www.guzzardi.it/arte/archiviomailart/artistimailart/follin.html

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