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- DELEGAZIONE PONTIFICIA PER IL
SANTUARIO DELLA SANTA CASA DI LORETO
- Congregazione Universale della Santa Casa
- 60025 LORETO AN - ITALY
- Comunicato stampa
- La storia del Santuario di Loreto in
unincisione
- LA "PORTA DELLA SPERANZA"
DI CARLO IACOMUCCI
-
Carlo Iacomucci è artista
impegnato. Lo attestano le sue innumerevoli mostre e "personali", realizzate fin
dagli anni Settanta, e il fatto che, di recente, nel 2002, sia stato scelto insieme con
soli altri 34 artisti di vari Paesi, a partecipare alla terza edizione del Premio Leonardo
Sciascia "Amateur dEstampes". Lartista è nato a Urbino nel 1949,
dove ha frequentato il prestigioso Istituto dArte (Scuola del Libro) e ha svolto un
lungo e qualificato magistero. Ora vive a Macerata, dove insegna Discipline Pittoriche
nellIstituto Statale dArte.
Lartista urbinate sente un particolare fascino
per il Santuario di Loreto, a cui ha dedicato unincisione in occasione del Giubileo
del 2000 e una felice invenzione rievocante la mistica bilocazione di Padre Pio in Santa
Casa.
Ultimamente ha portato a termine una complessa
incisione ispirata alla Madonna di Loreto e al suo Santuario. Si tratta di
unacquaforte su zinco (mm 285x440). Lartista ha voluto intitolarla: La
Porta della speranza, con riferimento a un grande portale, che apre la
rappresentazione retrostante. Le due ante sono finemente decorate: in quella sinistra si
ammirano un giglio, allusivo allangelo dellAnnunciazione, e un pastore,
che richiama quello del Natale, due soggetti scolpiti dal Sansovino nel
Rivestimento marmoreo dei Loreto, e vi si scorgono un Profeta somigliante alla
statua di Malachia del medesimo monumento, nonché una veste di pontefice, con
allusione al culto liturgico nel Santuario; lanta destra ripropone il giglio,
presenta langelo dellAnnunciazione e ripete la figura di un Profeta
(Zaccaria) e la veste liturgica. Lallusione alla Santa Casa, mistico luogo
dellAnnunciazione, e al suo Rivestimento di marmo, capolavoro dellurbinate
Bramante, è evidente.
Al di là della porta si dispiega unarticolata
visione lauretana, che è come una sintesi della storia e della devozione del celeberrimo
Santuario mariano. In primo piano è rappresentata la Traslazione della Santa Casa
per ministero degli angeli che la portano sulle onde del mare. Questa delicata e pregnante
figurazione è ispirata a una scultura quattrocentesca di Loreto ed è posta a fondamento
dellintera rappresentazione, che si eleva al di sopra con le forme
dellimponente santuario, generato dallumile Casa nazarena trasportata a
Loreto.
Locchio va al complesso architettonico che
solenne avanza con il bramantesco Palazzo Apostolico, con lo svettante Campanile
vanvitelliano e con la facciata tardo-rinascimentale della basilica. Sullo sfondo invece
si profilano, come unombra, le absidi del Santuario con la mole della cupola e con
il Campanile che, ripetuto, fa come da "trait - dunion" fra le due
sezioni: una in primo piano nitida e marcata, laltra in secondo piano quasi in
dissolvenza, con le mura di cinta e con Porta Marina, a richiamo storico delle famose
fortificazioni del Santuario.
Nel mezzo si staglia la figura della Madonna
Lauretana con il Bambino, la quale viene avanti da una luminosa nicchia quasi proteggere
il mondo intero. E avvolta dalla tradizionale dalmatica che, come velo trasparente,
lascia intravedere il braccio destro della Madre e la "silhouette" del copro del
Figlio. Un nuvola, dietro il capo della Vergine incoronata, attraversa la scena: è
simbolo di prosperità. Movimenti ventosi, come gocce dacqua ascendenti dal basso
verso lalto, stanno a significare un collegamento ideale tra la terra e il cielo,
tra luomo e Dio. Essi costituiscono la connotazione peculiare dellartista e
ricorrono abitualmente nelle sue opere, come fossero una firma autografa. In alto si
librano gli aquiloni, di pascoliana memoria, cari al pittore urbinate. Sono simbolo di
libertà e di speranza e alludono alla Vergine Lauretana, Patrona universale del volo.
Lartista, come si vede, ha mirabilmente
sintetizzato con felici allusioni storiche e con alate simbologie la storia del Santuario
della Santa Casa nella sua origine e nel suo sviluppo, individuandone gli elementi
costitutivi. La sua fertile inventiva è sostanziata da una solida cultura e da un genuino
sentire religioso ed è sostenuta da una tecnica fattasi scaltrita per diuturno esercizio,
la quale, attraverso un sapiente e paziente lavoro di bulino, attinge esiti di rara
finezza rappresentativa. Ogni particolare è stato eseguito con cura straordinaria. La
ricchezza delle immagini non crea accavallamenti e sovrapposizioni ibride, perché la
figurazione armoniosamente si offre allocchio dellosservatore nella sua
impeccabile sintassi e nelle sue dense simbologie, che per altro sono di agevole
decodificazione.
Insieme a quella di Valeriano Trubbiani,
intitolata Transito sul Mare Adriatico (1999), questa è la più complessa e significativa
incisione sul Santuario di Loreto degli ultimi decenni.
Giuseppe Santarelli
(Storico dellarte Santa Casa di Loreto)
Per informazioni Tel. 0733-233984
email:carloiacomucci@libero.it
sito: www.carloiacomucci.it


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