LA PERFORMANCE DELLA
POESIA VISIVA NELLA MAIL ART
Nella creazione dell'opera il corpo del
poeta si è consumato prima, è già avvenuto prima teatralmente, prima della spedizione
postale è sfuggito perfino al valore di scambio come tutte le espressioni umane.Una merce
ironicamente superiore perché non significante più niente ... La performance della Mail
Art non cessa di esistere quando la busta viene chiusa, la cartolina compilata, il pacco
sigillato, ma continua in una situazione-ambiente: però, non più sotto il controllo
dell'autore, dopo la spedizione tutto entra in uno spazio differente. Essa prende ì
caratteri di shock, di stranezza, di sorpresa, di liquidità così come di autodis~ione,
di velocità dei messaggio,d'irrealtà che sono i caratteri della società merce. Nella
prima fase il poeta costruiva e componeva con materiali diversi. in momenti diversi che
tuttavia, costituivano, una rappresentazione organica e unitaria. Il poeta preparava,
disponeva un sacrificio ludico e operava l'arte poetica. La Parola non era scorporizzata,
non era ancora tolta dal corpo, ma impiegata nel modo più puro e spontaneo, ripugnante e
raffinato. li corpo muscolo e il corpo nervo preparavano il rituale caratteristico, la
vera iniziazione per la fase successiva, il viaggio immaginifico e surreale dopo la
spedizione. Il corpo e la mano del poeta rinunciano all'oggetto d'arte, nuovo feticcio
trionfante, egli lavora e decostruisce da sé la sua potenza di illusione. Sa dove il
messaggio dovrebbe arrivare ma non sa in che maniera, per quali altri mezzi, in quanto
tempo, e come sarà dopo il suo arrivo nelle altre mani, quelle del destinatario. Potrebbe
risplendere nell'oscenità della pura merce, potrebbe annientarsi come oggetto familiare o
diventare mostruosamente straniero. Ma questa estraneità non è più quella dell'oggetto
alienato o rimosso, non brilla che per la perdita o la privazione: brilla di una vera
seduzione venuta da altrove, brilla per aver ecceduto la propria forma in oggetto puro, in
avvenimento puro. Ogni parola o immagine nasconderà un abisso, vivrà il suo canto nel
nuovo corpo che da mittente diventerà destinatario. Questa totalità di comunicazione
allontanerà l'io dio dell'artista e lo manterrà sospeso nell'utopia concreta, verso
un'ironia oggettiva della sparizione.
Nicola Frangione
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