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"Monsters today" Formato A/4 Anno 2008 |
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- Biografia
- Fabrizio Legger, in
arte Postremo Vate (Ultimo Poeta), è nato a Pinerolo (TO) il 06/04/1964.
- Laureato in Lettere
moderne è redattore delle pagine di cultura ed esteri del settimanale
pinerolese il Monviso, è stato articolista per il settimanale leccese
Voce del Sud nonché direttore della rivista politica Comunitarismo di
Roma. Attualmente collabora con il quotidiano di liberazione nazionale
Rinascita di Roma.
- E’ membro del Gruppo
Letterario Arci di Pinerolo, coordinatore frl Gruppo Letterario
"Postremo Vate", socio dell’Accademia Culturale “Stesicoro d’Imera” di
Palermo e dell’Accademia Nazionale di Lettere, Arti e Scienze “Ruggero II di Sicilia” di
Palermo.
- Appassionato di arte e
di disegno, mail artista e realizzatore di opere grafiche di Mail Art,
è creatore di disegni fantastici ed ha esposto le sue opere in due
mostre personali e in diverse collettive di pittura a livello locale.
Ha partecipato a numerosi concorsi di Mail Art esponendo le sue opere
in molte città italiane ed estere.
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- Ha al suo attivo
numerose pubblicazioni in versi e in prosa:
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- “Diario di un poeta”,
Filiberto Fioretti Editore, Latina, 1992;
- “Poesie Cristiane”,
Tipografia AGV, Torino, 1995;
- “Le Valli Incantate”,
Alzani Editore, Pinerolo, 1997;
- “Le Terre
Fantastiche”, Alzani Editore, Pinerolo, 1998;
- “Canti della mia anima
e della mia terra”, Alzani Editore, Pinerolo, 1999;
- “Echi di guerre
lontane”, Noctua Editrice, Torino, 2000.
- “Le guerre
incredibili”, Noctua Editrice, Molfetta, 2004.
- “La Libertà tradita.
Satire e Misogallo nell’ultimo Alfieri”, Noctua Editrice, Molfetta,
2004.
- “Il volo della
chimera”, Edizioni Nuovi Poeti, Vaprio d’Adda (Mi), 2005.
- “Future Apocalissi”,
Elena Morea Editore, Torino, 2005.
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- Numerose sue poesie e
molti suoi articoli di critica letteraria sono stati pubblicati su
periodici e riviste poetiche di tutta Italia, quali “Fantasy-La Torre”
di Canicattì, “Club” di Latina, “Lo Studente” di Palermo, “L’Eco del
Chisone” di Pinerolo, nonché sul settimanale russo “Domani”,
pubblicato a Mosca.
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- La Poetica di Postremo
Vate è essenzialmente una poetica “fantaeroica” che si pone in netto
contrasto con la realtà grigia e meschina del vissuto quotidiano.
L’Autore è antirealista per eccellenza e oppone il suo mondo di
eroismo, di fiaba e di idillio, alle brutture vili e mediocri del
mondo reale. Egli canta le guerre di liberazione dei popoli e le gesta
dei moderni eroi della guerriglia, esalta amori idilliaci e
stilnovistici immersi in deliziose atmosfere di sogno, canta paesi e
nazioni lontane ponendo l’accento sugli aspetti più fantastici e più
magici dei loro popoli. Il suo spirito è mosso da un continuo afflato
religioso, essendo l’Autore uno zoroastriano-manicheo perennemente in
dissidio tra aspirazioni celesti e lusinghe terrene e convinto che
l’esistenza umana faccia parte di una perenne lotta cosmica tra le
Potenze della Luce e le Forze delle Tenebre.
- Indirizzo studio
ed abitazione:
Via Novarea n° 40/B 10064 Pinerolo (TO) Italia
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E-mail:
postremovate@postremovate.com
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Testi sulla Mail Art:
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L’Arte Postale è un’espressione
della modernità
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La Mail Art ha le sue radici nel
Futurismo e nel Dadaismo
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Marinetti & Company furono i primi
ad usarla
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La Mail Art, ovvero l’Arte Postale,
sta ottenendo sempre più consensi a livello internazionale, in
particolare con attivissimi artisti in Gran Bretagna, Francia,
Grecia, USA, Giappone, e anche in Italia (citiamo, in particolare,
Giancarlo Da Lio e Tiziana Baracchi di Venezia, Alberto Sordi di La
Spezia e Anna Boschi di Castel San Pietro Terme (Bologna) che
organizzano periodicamente esposizioni di Mail Art). In genere,
quando si parla di Mail Art, si pensa subito a Ray Johnson,
americano, che è considerato un po’ il “padre” della Mail Art. Ma in
realtà, come è ormai riconosciuto da molti critici e mailartisti,
pur senza nulla togliere a Johnson, la Mail Art affonda le sue
radici nel Futurismo di Marinetti e nel Dadaismo di Tzara. Furono
infatti queste due avanguardie artistiche ad utilizzare per prime la
posta come veicolo dell’arte. Marinetti, fondatore del Futurismo,
Depero, Fillia, Balla, Cangiullo, furono tra i primi ad utilizzare
carte postali e cartoline zeppe di colori, figure bizzarre, ritagli
di giornali e cartoncini colorati. Potrà sembrare strano, ma
Marinetti non disdegnava affatto queste forme di comunicazione: egli
riteneva che l’arte del mondo moderno non potesse sottrarsi alle
regole della comunicazione di massa e, perciò, anche sfruttare le
strutture di poste, banche e aziende commerciali poteva essere utile
per divulgare ovunque il “Verbo dell’Arte Futurista”. Proprio per
questi motivi i Futuristi, e per primo Marinetti, non tralasciarono
nessun genere di espressione artistica: pensiamo soltanto alle
etichette delle “bibite futuriste”
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disegnate da Depero, oppure ai
celebri “panciotti futuristi” disegnati ancora da Depero e indossati
anche da Marinetti durante le burrascose “serate futuriste di
poesia”. La Mail Art fece dunque parte integrante della propaganda
artistica futurista. Poi, vennero i dadaisti, con Tristan Tzara e
Kurt Schwitters, che fecero altrettanto. Purtroppo, il consolidarsi
di regimi repressivi (fascisti e comunisti) e lo scoppio della
Seconda Guerra Mondiale, segnarono una battuta d’arresto per la Mail
Art. Questa riprese poi verso la fine degli Anni Cinquanta con il
citato Johnson, il quale , partendo dal movimento artistico Fluxus,
sviluppò poi una linea tutta sua, spedendo i suoi lavori in tutto il
mondo e facendo di timbri, buste, francobolli e adesivi gli elementi
essenziali di questa forma d’arte, tutto sommato molto semplice e
molto popolare. Infatti, essa non richiede tecniche sofisticate o
particolari strumenti, ma semplicemente carta, colla, forbici,
pennarelli, adesivi, e tanta tantissima fantasia. È sorprendente,
però, apprendere che, ancora una volta, fu il genio italiano di
Marinetti & Company a dare vita a questa forma d’arte oggi così
popolare e così apprezzata negli ambienti della cultura underground
e antististema. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: i Futuristi
hanno messo la firma sotto tutto ciò che è contemporaneo, perciò non
possiamo che dire, ancora una volta: grazie, grazie a Filippo
Tommaso Marinetti!
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Fabrizio Legger
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- Articolo sulla
Mail Art
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La Mail Art favorisce
la conoscenza tra gli artisti dei 5 continenti
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Arte Postale: artisti del mondo
sulle ali del francobollo
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E i più svariati
progetti di quest’arte si susseguono a ritmo continuo
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La Mail Art potrebbe essere davvero definita
la forma d’arte più rappresentativa dell’epoca della
Globalizzazione. È infatti sia un’arte globale sia per quanto
riguarda il modo di realizzarla (nel senso che si pratica
utilizzando le tecniche più diverse e disparate) sia perché mette
in contatto tra loro artisti di tutto il pianeta utilizzando…i
mezzi semplicissimi della posta e del francobollo. Con carta,
colori, colla, ritagli di giornale e tanta fantasia, si possono
realizzare opere davvero interessanti, che spesso costituiscono un
vero e proprio “ritratto psicologico” dei mailartisti che le hanno
eseguite. Praticare la Mail Art (o Arte Postale se si preferisce)
è semplicissimo: basta avere tanta fantasia e spiccate doti per il
disegno, l’assembramento cartaceo, il collage. Si realizzano opere
che possono essere a soggetto libero oppure su un tema scelto da
organizza un “Progetto di Mail Art”, e via per tutto il mondo,
sulle ali dei francobolli, inghirlandate di timbri postali,
rivestite di buste che, spesso, sono già dei veri e propri lavori,
permeate come sono di colori o abbellite da disegni e collage.
Basta fare un giro su internet per scoprire che i siti dedicati
alla Mail Art sono tantissimi. Ogni appassionato mailartista può
organizzare un concorso di Arte Postale: si sceglie un tema, si
diffonde il bando ed ecco che le opere incominciano a fioccare dai
paesi più diversi: Italia, Russia, Inghilterra, Brasile,
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Giappone,
Argentina, Germania, Turchia, Canada, proponendo i lavori più
diversi e anche più bizzarri. Se vogliamo, la Mail art è una forma
di “arte povera” che si realizza con poco costo e che generalmente
non ha accesso nelle grandi gallerie d’arte o negli istituti
accademici. Le mostre di Mail Art si fanno quasi sempre nelle sedi
di piccole associazioni di volontariato, in scuole che aderiscono
a questi progetti, in piccoli spazi espositivi autogestiti oppure
presso sedi di movimenti o gruppi artistici che hanno contatti con
i mailartisti. Ma proprio per questo la Mail Art è, a parer mio,
una forma d’arte decisamente popolare, che mette in contatto
persone che hanno spesso spiccate doti artistiche ma che sono
escluse dai grandi circuiti artistici delle gallerie e delle
accademie, dove l’Arte Postale non ha cittadinanza. Attualmente ci
sono decine di concorsi di Mail Art. Ne segnaliamo alcuni: quello
dedicato al “Sogno”, organizzato dal New Copy Center, di La
Spezia, con la collaborazione del pittore spezino Alberto Sordi
(omonimo del celebre attore romano); quello dedicato al “Fuoco”,
organizzato da Nadia Poltosi, di Porto Alegre, in Brasile; quello
dedicato al personaggio di “Indiana Jones”, organizzato da Marie
Pierre Brot, della città di Sete, in Francia; quello dedicato al
“Sale”, ovvero il “sale nostrum”, organizzato dalla Art Gallery
Atrebates, di Dozza (Bologna). Per informazioni più dettagliate
visitare i siti internet
www.artistampsnews.com oppure
www.archiviomailart.com
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Fabrizio Legger
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