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Lutz Wohlrab: Mail Art – In prigione per una cartolina (2008)
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Per i mailartisti della
Germania Orientale fare Mail Art era una cosa grave, perchè con le
loro provocatorie cartoline politiche, attaccarono il regime della
ex Repubblica Democratica Tedesca (DDR) che rispose con condanne
penali per motivi politici. Qualsiasi forma di contatto
illegale con l’ovest ed ogni critica dello stato poteva essere
punita severamente. Il Ministero della Sicurezza dello Stato (Staatssicherheit,
MfS, Stasi) controllava la posta dell’ intero paese. I mailartisti
Rainer Luck e Jürgen Gottschalk furono mandati in prigione per più
di 2 anni nel 1984. A Friedrich Winnes quasi capitò lo stesso
destino per le sue cartoline sovversive nel1980.
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Quando Ray Johnson nel
1962 aveva portato avanti l’ idea di spedire arte per posta, è stato
l’inizio di uno sviluppo che ha scosso il mondo dell’arte. I piccoli
collage di Johnson, piccolo disegni e slogan venivano spediti agli
amici, conoscenti e a gente completamente sconosciuta con l’invito a
scambiarseli e poi ancora e dopo rispedirli a Johnson. Egli inviava
inviti per mostre che non avrebbero mai avuto luogo o luoghi ed ora
di appuntamenti mai realizzati. Quando nel 1973 ultimò la sua
New York CorrespondAnce School si era stabilita una rete che
comunicava con tutto il mondo con l’aiuto del sistema postale,
spesso anarchico, sovversivo, provocatorio, giocoso e gioioso. Vi
avevano partecipato artisti famosi come Joseph Beuys ed altri
artisti Fluxus. Ben Vautier nel 1985 disegnò la sua leggendaria
cartolina La Scelta del Postino, con le facciate identiche ma
con indirizzi diversi, per lasciare al postino la decisione a chi
recapitare.
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La
finestra sul mondo
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Nel 1967 circa Robert
Rehfeldt (1931 - 1993), il primo e più conosciuto mailartista della
DDR, aveva ricevuto degli indirizzi da oltre la cortina di ferro da
Klaus Groh o artisti polacchi suoi amici. Aveva tentato il suo primo
progetto di Mail Art nel 1975 a Varsavia. Dal 1976 c’erano state
mostre di Mail Art nella DDR, inizialmente illegalmente a Erfurt,
più tardi legalmente a Berlino alla galleria Arkade nel
1978. La galleria State Art Trade venne chiusa nel 1980 e
spararono al suo direttore. Moltissime menti indipendenti dell’
Europa Orientale parteciparono a progetti internazionali di Mail
Art. Questo successe principalmente perchè la leadership dei paesi
socialisti poteva essere facilmente provocata col fare semplici
collage su cartolina e in questa maniera sovversiva si poteva
ottenere un pò di libertà di opinione.
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La Mail Art otteneva la
sua più grande esplosività politica ed estetica al tempo della
politica della distensione dal 1974 al 1989. Specialmente nella
Germania Est era altamente significante sia per i molti interessati
all’arte sia per essere la sola finestra sul mondo. Così la posta è
diventata il mezzo di comunicazione internazionale che poteva essere
usato per superare non solo lo stile, il genere, la lingua e la
cultura ma anche i confini di stato. Può oggi apparire ingenuo
immaginare un amico potenziale dietro ogni indirizzo. Allo stesso
tempo era un pensiero immensamente bello, che aveva potuto dare
sospetto al regime della DDR.
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L’atto operativo “nemico”
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La Staatssicherheit
vedeva i mailartisti come “nemico”. E questo era il nome dato
all’operazione contro quattro attivi mailartisti di Dresda. La causa
era stata il progetto pacifista “Contatto internazionale con la
Mail Art nello spirito della coesistenza pacifica”, che Birger
Jesch aveva messo in mostra nel gennaio del 1981 alla
Weinbergskirche di Dresda. Con Jürgen Gottschalk era stato l’unico
artista della DDR che aveva osato partecipare al progetto “Solidarietà
con Solidarnosc“ del proprietario della galleria Jürgen
Schweinebraden, che era stato espatriato dalla DDR nel 1980. Nella
relazione conclusiva dell’operazione “nemico” la
Staatssicherheit si dichiarava soddisfatta per il fatto che Jürgen
Gottschalk aveva subito un procedimento penale. Era stato
condannato a due anni e due mesi di prigione e al pubblico
biasimo previsto dal § 220 del codice penale della DDR.
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Inoltre essi erano
riusciti a far sentire insicuri nella loro arte gli artisti Steffen
Giersch, Birger Jesch e Joachim Stange e ad allontanarli dalle loro
attività. Nella relazione conclusiva è anche detto che “per un
simile approccio del MfS con le persone con cui erano in contatto
nella DDR il ministero ha rilevato che, dal punto di vista della
operatività, il problema della Mail Art non doveva più essere un
obiettivo principale e quindi perdere il suo effetto. Le persone
prese in considerazione nella relazione devono rendersi conto che la
Mail Art non è strumento per attaccare le regole sociali della DDR
in alcun modo”.
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In questo la Stasi
sbagliava. Proprio negli anni dal 1984 la Mail Art si sviluppava
nella DDR come un vasto movimento con una moltitudine di mostre ed
azioni sovversive soprattutto in cooperazione con i gruppi clericali
pacifisti e democratici. Joachim Stange, per esempio, ha lanciato
nel 1984 il progetto Mai più Dresde e Hiroshima 1945 e nel
1986 Tolleranza. Quando nel 1985 fece un cartolina in
reazione alle scarse notizie del summit fra il Presidente Americano
Ronald Reagan e il segretario generale Sovietico Mikhail Gorbachev a
Ginevra dicendo “In Genf nur Senf“ (solo senape a Ginevra, gioco di
parole in Tedesco) fu punito con una multa pari al salario di un
mese. Altri mailartisti hanno dovuto subire simili punizioni.
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Strani eventi a “Location
12“
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Con sforzi straordinari
SED ha tentato di impedire la circolazione di pensieri impropri via
posta. La “Section M“ della Staatssicherheit aveva più di
2000 dipendenti, solo per il controllo della posta. Ogni giorno
circa il 10% delle lettere venivano aperte, che vuol dire circa
90000 pezzi. Ognuno dei 15 centri di smistamento postale, uno in
ogni distretto della DDR, aveva un’anticamera segreta della Stasi
(nome in codice “Location 12“), dove i dipendenti delle poste
non avevano accesso. Qui, tutte le cartoline e le lettere venivano
controllate e molta posta selezionata. C’erano liste di mittenti e
destinatari che dovevano essere osservati. La posta selezionata
veniva trasportata su posti appositi da agenti della Stasi che si
fingevano dipendenti del servizio postale. Da questi posti la posta
era trasportata in auto civili all’ufficio amministrativo
regionale del MfS e alla “Section M“,
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che usava il vapore per
aprire le lettere. Tutti i direttori dei centri amministrativi
postali cooperavano strettamente con la Staatssicherheit, alcuni
come ufficiali in missione speciale. Quando una lettera non
poteva essere aperta senza venire danneggiata, la Stasi
semplicemente la tratteneva. Questa posta fu trovata dopo il
controllo della Stasi dall’Ufficio della Commissariato Federale per
la conservazione delle registrazioni del Ministero della Sicurezza
Statale della DDR. Per creare un monitoraggio della situazione,
molti mailartisti spedirono una parte della loro posta come
raccomandata, 40 Pfennig a quel tempo. Questo non permise alla posta
di non essere persa, ma il servizio postale della DDR rimborsava i
40 Pfennig per la posta perduta. Dopo un’inchiesta gli ufficiali
della Stasi furono costretti ad ammettere che la censura c’era. Un
giorno a Birger Jesch venne detto che non poteva più chiedere il
rimborso perchè la sua posta era “contro le massime della morale
socialista per il suo aspetto esterno”. Aveva cambiato una
cartolina da Karl-Marx-Stadt a Karl-May-Stadt, prendendosi gioco
della ideologia della DDR. Nel 1983, l’anno di Karl Marx, la
pubblicazione dei libri di Karl May alla fine venne permessa.
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Fu anche detto a Jesch
che la sua cartolina “doveva essere maneggiata dalle istituzioni
statali per essere esaminata”. Ecco il trucco della Stasi per la
censura postale: la Stasi istruì i direttori degli uffici postali
principali a parlare dell’occhio della legge nelle lettere predatate.
In realtà non furono molte le cartoline e le lettere consegnate alla
Stasi dal servizio postale perchè il personale del MfS le vedeva
prima.
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La bimba cui non era
stato permesso essere “attivista del lavoro“
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Friedrich Winnes (1949 -
2005) era stato segnalato dalla Stasi dal 1977. Nelle cartelle della
Stasi risulta documentazione per cui era quasi stato messo in
prigione. La “Section M“ aveva trovato una lettera
per l’artista polacco Tomasz Schulz del 28 settembre 1980, con due
collage. Uno mostrava la sua bimba appena nata con la medaglia di “attivista
del lavoro” sul petto. Al tempo le leggi marziali non
erano in corso nella vicina Polonia e l’influenza dell’unione
indipendente di “Solidarnosc“ che stava crescendo rapidamente,
rendeva nervosa la leadership della DDR. Mandare una immagine della
bimba con la medaglia fu abbastanza per la Stasi per vedere “un
elemento di offesa secondo il § 220 StGB”. Questo paragrafo
diceva che diffondere “simboli, che potevano essere usati per
ferire lo stato o la legge pubblica o l’ordine, disturbare la
coesistenza socialista o offendere lo stato e l’ordine civile”
poteva essere punito con la reclusione fino a tre anni. Dalle
cartelle si può vedere che Friedrich Winnes fu arrestato non solo
per l’atteggiamento della Stasi. Ancora non gli fu permesso di
entrare in Polonia per tre anni, ma questo nessuno glielo aveva mai
detto .
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Lutz Wohlrab
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(testo italiano di Tiziana Baracchi, da materiale fornito
direttamente dall'artista)

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