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           ARCHIVIO INTERNAZIONALE MAIL ART
  IPERSPAZIALISMO     

Il Movimento Iperspazialista

Ricordare i due anni di attività del Movimento Iperspazialista è dimostrare  che i miracoli esistono. Ecco il sogno di alcuni artisti che vivono in provincia, nella strana e vitale provincia italiana. L’energia delle grandi città che hanno soltanto la funzione di accentrare e ridistribuire ciò che nasce in altri luoghi. E’ così che i firmatari abruzzesi del Manifesto Iperspazialista creano un asse con Venezia e il Movimento Itinerari 80 da sempre attento a ciò che è marginale l’oggi ma che sarà l’ufficialità del domani. 22 Febbraio 1996 viene firmato il Manifesto. Successivamente viene presentato in un incontro dibattito il 27 Aprile 1996. Qualche reazione ma soprattutto tanto scetticismo. Copie del Manifesto vengono inviate ad esperti del settore, istituzioni varie. C’è da chiedersi se esistano ancora gli artisti. Viene realizzata nello stesso anno la prima esposizione Iperspazialista in terra straniera. E’ la Spagna a dimostrarsi, per prima, sensibile al neo movimento. Nell’autunno 1996 è il museo di Naquera ad ospitare l’Iperspazialismo. Poi la mostra, nel Gennaio 1997, si sposterà in Valencia. Il 25 Aprile 1997 per l’annuale appuntamento dedicato all’Albero della Poesia c’è un  interessante incontro con Mary de Rachewiltz, figlia del poeta Ezra Pound, presso il castello di Brunnenburg. Una giornata indimenticabile  in cui le opere degli artisti Iperspazialisti entrano a far parte della collezione Ezra Pound. Dopo pochi giorni ( 19 Maggio 1997 ) ecco l’incontro dibattito presso il museo Fortunato Depero di Rovereto parte del celebre MART. Durante l’estate la galleria Anagma di Valencia propone una nuova mostra iperspazialista. La Spagna sta diventando una roccaforte dell’Iperspazialismo ma se Valencia chiama Venezia risponde con la galleria Nuovo Spazio. Uno spazio che sembra costituire un connubio naturale con l’Iperspazialismo. Un interesse  che si rafforza con un nuovo incontro presso il Centro di Documentazione e Studio a Mariano del Friuli-Gorizia. Dopo due anni ecco l’esposizione in terra d’Abruzzo per ricordare il secondo anniversario della presentazione del manifesto. Una crescita costante che giustifica la validità del Movimento. Forse è difficile credere nei sogni in un’epoca in cui tutto sembra essere stato sperimentato  ma può morire il sogno? Importante è che ci sia sempre qualcuno che sia in grado di raccogliere il testimone per continuare una strada che non ammette vili compromessi.

L’Aquila Agosto 1998                                                                              

                                                                                                               Giancarlo Da Lio

Le opere degli autori:

    

 

Articolo  pubblicato  su AZ 60  6/1998

L’abitudine per il passato non deve impedire le aspettative per il futuro. In questa direzione nasce il manifesto del movimento Iperspazialista. Un manifesto per ribadire antiche e nuove idee sull’uomo e sul ruolo dell’artista di fronte al nuovo millennio. Gli iperspazialisti rappresentano lo spazio come nuova frontiera, ogni frontiera ha creato nuovi ideali, nuovi modus vivendi. Il manifesto è un’opera che invita l’uomo a liberarsi dalle paure, dalle ansie, dalle catene che lo tengono legato a forme stereotipate, ripetitive, passatiste. Il superamento di questi ostacoli non deve essere considerato opera impossibile altrimenti ametteremmo la nostra sconfitta nella paura di attraversare i limiti del conosciuto. Gli iperspazialisti lanciano questa sfida, non hanno paura di esplorare nuovi misteri. Misteri dapprima esplorati con mezzi paragonabili alle caravelle di Colombo ma che costruiranno pietre miliari nella storia culturale. Aspirazioni presuntuose? Se sei contro l’immobilismo, la mancanza di creatività, lo scetticismo e l’allineamento culturale oggi hai una speranza offerta dall’Iperspazialismo.

                                                                                                            Giancarlo Da Lio

Scritto sul catalogo della mostra IPERSPAZIALISMO  ad Adria (RO)

(dal 2 all’8 Settembre  2000)

PIANETA TERRA 2051

Il nome è spesso indice di destino. La storia del movimento Iperspazialista si arricchisce di un’altra tessera di un viaggio che fa tappa in uno spazio finalizzato sin dalla sua nascita al nuovo. Filosofia troppo spesso rifiutata da una città che ha scelto come modus vivendi il non realizzare. Un incontro, il nostro, che vuole andare oltre il solito ovvio, tante volte, troppe volte déjà vu.

Venezia, Marzo 1999                                                                     

                                                                                                              Giancarlo Da Lio

Testo  sulla cartolina d’invito della mostra

Alla fine del Carnevale si inaugura una mostra. La data acquista un significato preciso: l’Iperspazialismo non è uno scherzo, il Carnevale è finito. Com’è costume nella città lagunare a mezzanotte la marangona suona la fine della festa e le maschere raccolte nella celebre piazza intonando la nenia “ el va, el va” si levano le baute. Da quel momento si dovrebbe essere più se stessi e il raziocinio ci aiuta a non fare, a non prendere posizioni assurde. Le sentinelle tornano ad essere vigili lungo la nuova frontiera, tutti nel proprio Bunker Art per difendere la posizione, la scelta di tutto quello che perennemente è messo in pericolo dall’imperatore dello stato di mediocrità aiutato dal suo servile ministro degli esteri Invidia. Abbiamo rischiato di essere assorbiti da un enorme buco nero che aveva corteggiato mediante l’antica, universale arma della lusinga i nuovi esploratori. La maga Circe è una bella tentazione ma i viaggiatori spazio temporali hanno superato i pericoli della tempesta che solitamente riesce in poco tempo a distruggere la storica fatica. Gli esploratori continuano il loro percorso, aiutati, sostenuti, protetti dal sapere che le posizioni raggiunte non sono state abbandonate ma validamente difese. L’odissea del 2001 è finita, ricomincia l’espansione.

 12 Febbraio 2002                                                                           

                                                                                                               Giancarlo Da Lio

 Scritto sull’invito della mostra presso il Virtual Museum 3
Casa Museo a Borgo Valsugana (TN)
(dal 12 al 28  Febbraio 2002)

ESPACE   UNDERWOOD    LIMOGES

Pour moi, arriver à Limoges pour une exposition, c’est comme revenir à la maison. Une ville projetée vers le futur tout en  n’oubliant pas le passé. Elle semble la ville idéale pour une exposition des iperspazialisti, depuis toujours attentifs à ce futur antérieur qui, avec son sens doit forcément faire réfléchir ceux qui aiment uniquement le passéisme.

Le passéisme fin en soi ne peut avoir de sens, je dirais meme aucun sens, puisqu’il fait tomber l’art, la recherche dans une voie sans issue qui ne laisse des alternatives qu’à la répétitivité. Voilà alors se réaliser les limites d’un prison pour un homme à une dimension dont je n’ai jamais apprécier l’avantage. Iperspazialismo signifie liberté, opportunité offerte généreusament à tous ceux qui ne veulent pas etre embrigadés parmi les passéistes. Meme en cela les iperspazialisti sont des révolutionnaires, défendant de facon intelligente un passé qui ne  doit pas etre considéré seulement comme fossilisation mais aussi comme énergie pour un futur qui est déjà parmi nous. A cette nouvelle étape nous nous retrouvons unis comme au début. Les cinq signataires du manifest historique  tout en gardant leur autonomie. Tiziana Baracchi qui aime la mail art et donc la communication. Un communication qui  a comme objet la musique des Beatles, la ville  de New York et les paysages artificiels. Trois thèmes que nous trouvons constamment dans une élaboration qui a une prédilection pour la récupération de matériaux que notre quotidienneté tend à nous faire bruler trop vite.

Cesare Iezzi signataire historique,le jeune du mouvement pour son age mais pas pour son parcours, sa souffrance, sa recherche. Une œuvre d’archéologue spatial qui ne s’arrete pas pos seulement au passé antérieur mais qui a une prédilection pour le futur antérieur en tant que iperspazialista.

Ettore Le Donne l’artiste maudit pour son habilité et pour sa rigueur qui s’efforce de maintenir aussi des rapportes interpersonnels. Au nom de cet effort on tend à lui pardonner meme les erreures qu’il a souvent tendance à commetre comme un novice, il ne s’apercoit peut-etre  pas qu’il est passé dans une autre catégorie.

A Giuseppe Masciarelli j’envie la fraicheur provocante. Cela semole incroyable mais son envie d’agir l’amène à commencer des percours qu’on n’aurait pas tous le courage de faire. Les routes du ciel  amènent à mille solutions, à mille questions.

Antonio Paciocco avec son archéhomme a une vision ancienne et mystérieuse. Nous avons peut-etre perdu la connoaissance de nos racines. Il peut etre l’ambassedeur du guerrier de Capestrano, aussi mystérieux en face du conventionnel.

6 Julliet 2002                                                                                           

                                                                                                             Giancarlo Da Lio

Scritto in occasione della mostra  presso lo spazio Underwood  a Limoges Francia.
(dal 6 luglio prolungata al 6 settembre 2002)
 
IPERSPAZIALISMO
LA NUOVA FRONTIERA

 

IL PASSATO

La grande peste. Venezia svuotata dei suoi abitanti e dei suoi valori. Il fenomeno si è ripetuto in questo secondo dopoguerra e le cause del morbo sono state la mediocrità, la pigrizia e la massificazione in un tentativo di falsa democrazia. Una Venezia non più regina se non della mediocrità. Il fango su cui poggia sembra aver marcito tutto. I più si sono accontentati di essere incasellati nel vuoto della negatività. Ed è giusto che i mediocri abbiano la loro casella ma non devono avere la presunzione di occupare il pieno significante. Venezia inghiotte nel pantano i suoi artisti. Del contemporaneo non v’è traccia se non nei rifiuti accumulati sulla riva di qualche canale. La carcassa di una lavatrice, una sedia in plastica. Il contemporaneo è stato estraniato da una città vetrina solo per il convenzionale.

IL FUTURO

L’Iperspazialismo costituisce opera originale già nella sua idea, nella possibilità di movimento che offre a tutti. E’ un manifesto senza limiti che offre non solo all’artista ma a tutti i rami della conoscenza una possibilità di nuova indagine. E’ questa la prima grande, originale opera creativa donata dai firmatari del manifesto. Le opere sono le idee, senza idee non ci possono essere opere. E’ la possibilità di una comune riflessione artistica-scientifica che ci porta ad un uomo più cosciente. L’apertura è il maggior pregio dell’Iperspazialismo. Un’esaltazione della libertà. Della possibilità, del grande spazio, uno strumento messo a disposizione di tutti. Un rapporto tra uomo e grande spazio planetario sarà, dovrà essere diverso, ogni nuova frontiera ha creato nuovi modelli.

Pianeta Terra 2051                                                                        

                                                                                                               Giancarlo Da Lio

Scritto  sul pieghevole della mostra alla galleria Nuovo Spazio

 (dal 6 al 21 Dicembre 1997)

IPERSPAZIALISMO

Principali Tappe

Manifesto firmato il 22 febbraio 1996   da: 

TIZIANA BARACCHI                                                    
GIANCARLO  DA LIO                                                         
CESARE IEZZI                                                    
ETTORE LE DONNE                                                            
GIUSEPPE MASCIARELLI                                                        
ANTONIO PACIOCCO

Manifesto del Movimento presentato :

 il  27  aprile 1996                                a  CHIETI                                   KAPSIKO  KLUBO

dal 28 settembre al 1° novembre 1996   a NÁQUERA Spagna  SALA de AYUNTAMIENTO

dal 30 gennaio al 13 febbraio 1997         a VALENCIA Spagna                Galleria ANAGMA

il 25 aprile  1997            a  BRUNNENBURG  - TIROLO (BZ)    Castello di BRUNNENBURG

il 19  maggio 1997                           a ROVERETO (TN)               MART sede di Rovereto

dal  6 al 21 dicembre 1997                a VENEZIA MESTRE          Galleria NUOVO SPAZIO

  il 25  aprile  1998      a   MARIANO DEL FRIULI (GO)   Centro Documentazione  e Studio

dal 4 al 12 agosto 1998           a  SANT’ EUSANIO FORCONESE (AQ)   Sede PRO LOCO

dal 20 al 31 marzo 1999             a   VENEZIA MESTRE               Galleria NUOVO SPAZIO

il 25 aprile 1999                        a   VENEZIA MESTRE                     ITINERARI 80 Center

dal 31 dicembre1999 al 17 gennaio 2000  a BORGO VALSUGANA  VIRTUAL MUSEUM 3

dal 2 all’8 settembre  2000                    ad   ADRIA (RO)                 Biblioteca  COMUNALE

dal   5 al 25 settembre   2001                a  CHIETI                       BUNKER delle CLARISSE

dal 12 al 28 febbraio  2002             a  BORGO VALSUGANA (TN)     VIRTUAL MUSEUM 3

dal 6 luglio al 6 settembre  2002        a  LIMOGES    Francia          Espace  UNDERWOOD

dal 15 marzo al 9 aprile 2003           a  VENEZIA MESTRE          GARAGE N° 3 GALLERY

IPERSPAZIALISMO
STORICO  ED EUROPEO

L’Iperspazialismo nasce nel 1996 con la presentazione del Manifesto del Movimento Iperspazialista. Un Manifesto che vede firmatari gli artisti Tiziana Baracchi, Cesare Iezzi, Ettore Le Donne, Giuseppe Masciarelli, Antonio Paciocco e il critico d’arte  Giancarlo Da Lio. Un Manifesto originale sia per contenuto sia per veste grafica che offre un’opportunità a tutti coloro che non si sentono parte del sistema dell’arte . Un Manifesto accolto con scetticismo dagli artisti visivi ma con entusiasmo dagli esponenti della cultura letteraria e scientifica che possono riaffermare come ogni atto creativo sia anche un atto scientifico e viceversa. Le prime esposizioni avvengono in Venezia e in Spagna. Pura casualità? No il fatto è dovuto all’impegno di Giancarlo Da Lio che come ideologo dell’Iperspazialismo lo inserisce all’interno del suo movimento Itinerari 80 e  ne diventa il principale artefice di diffusione. Dopo la Spagna ecco la presentazione al MART di Rovereto (TN) dove viene chiarito il contenuto del Manifesto per evitare la confusione con altri movimenti precedenti e solo apparentemente similari. All’incontro con Giancarlo Da Lio partecipa Milena Milani che riconosce  nel nuovo movimento valori fondamentali. E nel Trentino a Borgo Valsugana  viene creato il Virtual Museum 3 - Casa Museo diffuso alla francese - che vede  in uno spazio, definito virtuale ma in realtà concreto, usato come  Art Bunker lungo la Nuova Frontiera  esposizioni temporanee e opere in permanenza. Altro importante Art Bunker  è quello delle Clarisse in Chieti. L’Iperspazialismo si diffonde quindi anche in Francia partendo dalla città di Limoges sede dello spazio Underwood. E’ così che possiamo e dobbiamo definire l’Iperspazialismo storico ed europeo per non confonderlo con falsi tentativi di aggregazione  dovuti ai soliti interessi dell’ultimo momento.

Noi non abbiamo avuto indecisioni nel 1996, il nostro percorso è chiaro e non lascia dubbi di nessuna sorta. Non siamo stati alla finestra a guardare ed aspettare.

Pianeta Terra 2051                                                                                           Giancarlo Da Lio

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