|
|
-
ARTE COME
REGALO
-
(IT’S A NET,
NET, NET, NET WORLD)
-
-
La mail art è un felice
viluppo di contraddizioni, un gioco “infinito” ed etereo di
corrispondenze, nascoste, intuite, immaginarie,
divertenti, poetiche, provocatorie, banali, rivoluzionarie.
Indipendentemente dai materiali circuitati, peculiari e
specifici ad ogni diversa epoca della sua lunga parabola
evolutiva - con una graduale ma costante tendenza della rete
ad ampliarsi e diversificarsi - la caratteristica più
dirompente della mail art resta la sua apertura a tutti
e soprattutto il fatto di essere creata per esser poi
regalata. Si tratta di un semplice ma sostanziale
mutamento di attitudine, che riporta alla mente (non a caso,
vista la contiguità temporale nell’affermarsi delle due
espressioni) certo teatro di strada d’avanguardia dei ’60,
come quello proposto dal Bread and Puppet o dal Living Theater,
happening totali che mettevano in pratica l’equazione
arte=vita con gran semplicità di linguaggi e immediatezza
comunicativa, senza escludere per questo una toccante
profondità di contenuti. Come il Living tentava
utopisticamente di porre in azione un teatro al di là del
teatro capace di coinvolgere il pubblico in un rito
collettivo, così la mail art si situa fin dal principio
nell’ottica di un arte al di là dell’arte, senza più il
tabù della preziosità e inviolabilità dell’opera-capolavoro
(spesso i materiali mailartistici vengono riciclati, mutilati,
passati di mano in mano come cadavres exquis), oltre il
mito dell’artista come geniale demiurgo isolato sul suo
piedistallo.
-
Parliamo di arte “regalata”
piuttosto che scambiata, in quando dietro al quotidiano
baratto di materiali si percepisce un gran desiderio di
offrire disinteressatamente, di stupire come in un potlatch
pellerossa, di farsi gioco della pretenziosità dell’arte
ufficiale, di operare in senso contrario al dominante sistema
delle merci per ritrovare una dimensione espressiva giocosa e
puramente spirituale. L’avventura Fluxus ha delineato un
formidabile e rigoroso programma Intermedia sulle possibilità
per l’arte di invadere la quotidianità, portato a termine da
una coalizione internazionale di artisti a tempo pieno, o
almeno part-time. La mail art, come diretta e inevitabile
conseguenza di alcuni assunti Fluxus, è un eterogeneo e
discontinuo insieme di quotidiane interferenze creative
realizzate perlopiù da non-artisti nei ritagli di tempo.
Può quindi permettersi il lusso di essere (in tutti i sensi)
gratuita.
-
-
Vittore Baroni
-
(estratto dal catalogo di
Bassano 2000)
|