A proposito di dinosauri mailartistici, in grado però di rinnovarsi e di non estinguersi!
La sindrome da Mail Art ha colpito… dopo un periodo di apparente quiete bucolica il non-movimento dell’Arte Postale, rivitalizzato da una tonificante iniezione di nuove forze in campo /numerose new-entries si sono infatti aggiunte agli artisti postali già operanti da tempo), ha ritrovato la sua vis dissacratoris e non convenzionale.


On Italia dai primi vagiti all’inizio degli anni ’70 con Romano Peli, Toni Ferro, Rino De Micheli ed il sottoscritto, la MA si è diffusa sempre più grazie soprattutto alla propria capacità di comunicazione che, in un Paese come il nostro – in cui anche i neonati ormai sono provvisti di cellulare, a dimostrazione (come se ce ne fosse bisogno!) dell’incredibile desiderio di questo popolo di comunicare, di poter contattare sempre e ovunque i propri simili – ha trovato largo seguito tra i numerosi artisti che desiderano mettersi in gioco, comunicando creativamente.


Mail Art, Arte Postale, Arte Correro… trasposizioni linguistiche che hanno contrassegnato, soprattutto alla fine del secolo passato, tutta un’infinita serie di progetti, riviste,libri,mostre, eventi legati a un mondo culturale/artistico più o meno underground e proprio di questa loro innata vocazione per la non-ufficialità e non-storicizzazione si sono … avidamente cibate. Naturalmente ci sono state eccezioni considerate sempre dagli “intenditori del genere” delle vere e proprie profanazioni: vedi certi premi di qualche tempo fa…mi ricordo spiacevolmente quello titolato Misiberonico (!) oppure i patetici tentativi di spacciare per Mail Art certe machiavelliche operazioni pseudoartistiche legate a biennali varie, a progetti non bene identificabili, ecc…


Storia a parte merita l’Auto-storicizzazione (scusate il gioco di parole!) di Cavelliniana memoria, geniale progetto in cui GAC ha mantenuto una costante e lucida auto-ironia, non sempre compresa da tutti: ho più volte assistito alle indignate prese di posizione di malcapitati ed inconsapevoli presenti che, con ira, si scagliavano con strali e fulmini contro le intelligenti provocazioni lanciate da un ammiccante GAC che mi strizzava l’occhio in segno di complicità.. Ricordo una volta, dopo una mostra, Guglielmo ad una cena che dissertava di Pace nel mondo, sostenendo con pacata arguzia che tutte le Nazioni avrebbero dovuto assolutamente firmare un accordo di non-proliferazione nucleare (eravamo negli anni ’70 e quindi il pericolo dell’Atomica era ancora incombente sulle nostre teste) per proteggere…le opere di Guglielmo Achille Cavellini, preservandole dalla distruzione e tacendo volutamente su tutto il resto! Vi lascio immaginare lo sdegno e l’ira repressi a stento che tali frasi, pronunciate ad effetto con un’enfasi che solo GAC con il suo stile inconfondibile poteva permettersi, scatenavano!


E come non ripensare con piacere al viaggio in Belgio con GAC agli inizi degli anni ’80, in cui Guy Bleus, il grande Guy – a mio parere uno dei più intelligenti e sensibili artisti postali (ricordo ancora i suoi raffinati cataloghi e le sue cartoline profumate…ora il profumo se n’è andatp, ma la genialità dell’operazione concettuale è rimasta!) – ci fece da anfitrione e guida in un fantastico tour attraverso il suo Paese, dove ad ogni tappa una nuova esperienza ci attendeva.


Il capostipite quasi indiscusso della Mail Art si identifica comunque nella mitica figura di Ray Johnson che nelle sue lettere, arricchite da disegnini ironici nella migliore tradizione Fluxus e da foto che lo raffiguravano in pose diverse, mi raccontava della sua vita e della sua arte postale e chiedeva a me, giovane artista poco più che ventenne, cosa ne pensavo! Io gli rispondevo inserendo queste foto in collage di vario tipo e riproponevo a mia volta i suoi celebri ADD&SEND BACK ad artisti postali di tutto il mondo, creando così in un esteso periodo di tempo, dal 1975 ad oggi, un grande archivio di interventi dedicati alla sua immagine che incredibilmente continuano a viaggiare ancora oggi ed ogni tanto qualcuno torna….a casa!


A quasi quarant’anni di distanza continuo a pensare che l’Arte Postale non abbia perso nulla della sua vitalità…lunga vita alla Mail Art!


Ruggero Maggi








 

 
M.I.M.A. Museo Internazionale Mail Art
by Claudio Grandinetti

 

Via Popilia n° 208/B  87100 Cosenza ITALIA

 

Info: claudiograndinetti@tiscali.it
claudiograndinetti@yahoo.it
 
Tel. 0984 33480 - Cell. 330863221

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