LIBRI D’ARTISTA E DINTORNI
Se
per molti anni il libro ha rappresentato
principalmente il testo letterario con la
manifestazione del pensiero attraverso la
parola scritta, è soltanto all’inizio del
secolo scorso che si è
imposto nella sua dimensione fisica di
materia-segno-oggetto, proprio quando la
ribellione insita
nelle sperimentazioni delle Avanguardie
Storiche e le “parole in libertà” dei
Futuristi (i quali agirono sul libro - simbolo
della cultura - in modo dissacrante)
permisero di approdare ad una scrittura materica
che superava la superficie dei
normali supporti.
Dopo i libri trasgressivi
dell’avanguardia russa degli anni Venti, i
libri futuristi della Litolatta, le esperienze
di varie artiste,
tra cui Benedetta-moglie di Marinetti,
autrici di pagine verbo-visuali e
pagine-oggetto, e dopo il
libro tattile di Marcel Duchamp del 1947,
sembra che il silenzio cali su questo
tipo di sperimentazioni .
E’ soltanto negli anni Sessanta che riappare
il “libro”, ma l’attenzione si sposta
sempre piu’ verso scatole, teche,
contenitori, e a questa vasta tipologia
aderiscono gruppi come
Fluxus, Pop Art, Arte Povera, Concettuale,
Scrittura visuale ecc. Alla parola scritta
subentrano
l’arte verbo-visuale e la poesia visiva e gli
artisti pongono in relazione la parola,
l’immagine e
l’oggetto. Sostituiscono il testo con
materiali vari (carte, cartoni, ferro, legno,
vetro, cere ecc.), e
nasce così una nuova comunicazione con
linguaggi diversi verbo–visuali,
poetico-visivi, grafici e
materici.
Un atto creativo che produce relazioni,
contatti, poesia totale. L’artista interpreta
il
proprio libro e vi trasferisce pensieri,
interrogativi, riflessioni con la forza
della materia, con la
plasticità della struttura, con la diversità
della forma, con la sensibilità del segno, del
colore, dei
materiali, dando vita ad una poetica che mette
in discussione la scrittura a favore di
elementi non convenzionali proposti/imposti con
l’”alfabeto del visivo” e di particolari
caratteristiche in grado di
documentare un differente e nuovo
comportamento estetico.
Nasce così l’”oggetto-libro” che tramite
l’armonia della materia suggerisce messaggi
ricchi di
contenuti e significati anche senza le
parole.
Un libro non più unicamente
territorio della cultura
letteraria, ma sede importante di “scritture”
scaturite dalla sua impronta fisica .Il
fruitore è in tal
modo stimolato a guardarlo e a “leggerlo” con
la grammatica del visivo.
Libri come “diari di viaggio”, dove le parole
cedono lo spazio ai segni, alle tracce, a
mappe di
luoghi interiori, a graffiti impressi su
pareti riservate della quotidiana esistenza.
A
volte invece il libro racchiude la
combinazione di parole, testi, immagini,
assumendo così il
linguaggio della Poesia visiva.
Tra le varie interpretazioni dei libri
d’artista e libri-oggetto vi sono libri
stampati, a tiratura limitata e
debitamente firmati, riferiti alla poetica
personale dell’artista.
In questo caso si privilegia la carta, la
composizione, la rilegatura e sono spesso
illustrati con raffinate tecniche grafiche e
di incisione.
C’è chi prende in considerazione la forma
dell’oggetto-libro e la reinventa,
ricostruendola con
materiali differenti, secondo il proprio
pensiero e la propria ricerca. In questo caso
il libro - riportato a
diversa funzione - riesce ad instaurare
“dialogo” tramite la sua nuova forma.
C’è invece chi interviene sul soggetto-libro
in modo conflittuale, infierendo con tagli e
bruciature,
lacerazioni segniche e visive, provocando
brandelli di scrittura, parole frantumate,
“giocate”,
comprensibili o volutamente incomprensibili,
ma libere di “vivere” al di fuori di schemi
preordinati e
di classificazioni.
E
poi l’editoria autogestita, la copia unica,
le xeroscritture, il libro elettronico e
telematico e tutto
quanto puo’ aprirsi a nuovi orizzonti e
sviluppi futuri.
Quindi un libro che non veicola piu’ parole e
pensieri, ma si impone per sé stesso, per una
fisicità
diversa in cui sperimentazione, riciclo, forma
e forza espressiva risultino i principali
ingredienti per
una profonda “lettura” dell’anima.
Dice Herman Hesse nella poesia
“Libri” :….. lì c’è
tutto ciò di cui hai bisogno, sole, stelle, luna…..e
l’artista nel libro-oggetto sente la
necessità di raccontare sé stesso e gli
altri….. e punta
il
dito su tutto ciò di cui l’attuale società ha
particolarmente bisogno.
E in queste pagine
“scritte e
scolpite” dall’esperienza della vita, si
ritrovano tutti gli umori possibili, dalla
denuncia alla
provocazione, dalla ricerca di verità al
bi/sogno di libertà, dal racconto ludico al
messaggio poetico,
dalla forza necessaria al quotidiano vivere
alla fragilità di un’anima ferita.
E tutto
questo viene
espresso nell’opera dell’artista non in senso
personale, ma assolutamente universale: e il
cosiddetto
“red wire” di messaggi condivisi e di
emozioni lega, rilega, unisce e dà vita al
Libro della nostra
esistenza perché, come dice
sempre Hesse,… la
luce che cercavi vive dentro di te!
Anna Boschi