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           Maurizio Vitiello su Luca Alinari

"I PAESAGGI CANGIANTI DI LUCA ALINARI"

 

 
 
.......... Luca Alinari è, da tempo, una firma prestigiosa e la sua "cifra" pittorica è pienamente conosciuta e riconosciuta.
L'artista è nato a Firenze nel 1943 e vive e lavora a Mitigliano, che fa parte del Comune di Rignano sull'Arno, paese appena sotto il Bombone.
La sua prima mostra fu ordinata dalla Galleria "Inquadrature" nel 1969.
Da allora ne sono seguite molte altre in Italia e in alcuni paesi esteri.
Fra le più significative esposizioni di cui è stato protagonista si ricordano quella alla Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, a Firenze, nel 1986, al Palazzo Reale, a Milano, nel 1993, e al Museo Civico d'Arte Contemporanea di Genova, "Villa Croce", nel 1995.
Da segnalare le numerose partecipazioni alle più importanti rassegne europee fra cui la Biennale di Venezia, del 1982, e la Quadriennale di Roma del 1986.
Del suo lavoro si sono occupati nel corso degli anni, fra gli altri, Renato Barilli, Enrico Crispolti, Alfonso Gatto, Raffaele Nigro, Goffredo Parise, Marilena Pasquali, Elena Pontiggia, Domenico Rea e José Saramago, Nobel per la Letteratura. Recentemente ha esposto la sua ultima produzione, molto apprezzata da un pubblico attento, alla Galleria "De Nisi", a Caserta, e quest'esposizione è stata corredata da un catalogo con testi critici di Giovanni Faccenda e Carlo Roberto Sciascia.
Di Luca Alinari abbiamo riscontrato "quella gentilezza che traspare liquida dagli occhi e si manifesta nei gesti più semplici, che deve, probabilmente, a sua madre Sofia", come, sapientemente, afferma Giovanni Faccenda.
La cortesia e la disponibilità l'abbiamo anche verificata quando gli abbiamo passato il nostro cellulare con la gallerista Elide Rusolo in quel momento in linea da Cecina, che, confidando nella nostra presenza all'inaugurazione della mostra casertana, ci chiedeva di mettersi in contatto con l'artista per invitarlo ad esporre ad Avellino, al Centro Culturale "L'Approdo".
Alinari alla nostra amica ha risposto positivamente, invitandola nello suo studio toscano.
Sulle interessanti opere esposte Carlo Roberto Sciascia scrive, tra l'altro: "Le superfici caramellate, quasi imprigionano le scene fantastiche sotto una colore impalpabile ed irreale, che riesce a far decantare ogni tensione; con verve adoscenziale l'artista osserva la realtà e, con la dolcezza di chi ha l'animo incondizionato, si lancia in libere evasioni alla ricerca di se stesso."
Linee semplici, segni distinti, colori pieni governano redazioni pittoriche vive, divise tra sogno e realtà.
La pittura di Luca Alinari non risponde né alla storia, né alla fantasia, ma alla poesia per la sua presa affabulante. L'intimo è portato a volare alto, a raggiungere un convegno di arcobaleni.
La sua pittura sarà lirica della memoria, sarà voglia d'incanto, sarà intenzione di dolci naufragi, ma, forse, è, soprattutto, convegno esaltante di vita.
Le opere di Luca Alinari emanano energie rivitalizzanti, pacifici trasporti, onde serene e le vibranti sfumature si colgono come soluzioni efficaci per governare occasioni di seduzioni.
I cromatismi accesi dei paesaggi dell'artista incendiano la realtà, la trasformano, ma accolgono anche soste, meditazioni, viaggi, motivi incidenti della tematica dei paesaggio, che si caricano di simbolismi.
In conclusione, un interrogativo che è, forse, la chiave dei successo dell'artista: si riconosce più Alinari nella sua pittura o il fruitore, dinnanzi ai suoi lavori, alla ricerca di magia, vissuta come carica esotica o ritorno infantile?

Maurizio Vitiello

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