- La "Baia di Napoli" è conosciuta
in tutto il mondo, ma, forse, non tutti sanno che i suoi estremi e i suoi fondali poggiano
su caverne, canali e condotte.
- Un serbatoio di energia, al di sotto delle
profondità marine, potrebbe aver voglia di ritrovare la luce, e certamente
lorografia potrebbe risentirne.
- Un tempo, laria solforosa dei
"Campi Flegrei", che sindirizzava su tutto il golfo partenopeo,
sterilizzava lambiente, e Napoli ne beneficiava, oltremodo.
- Ma i cambiamenti climatici hanno, però,
variato questo favorevole salubre andamento e, da secoli, non si registrano più felici e
salutari correnti daria.
- Ed al di là dei cambiamenti meteo, svetta
muto il Vesuvio, re dei vulcani, che ci ricorda Pompei, Ercolano ed Oplontis, le cui
storie possono essere riviste e rilette, oggi, nellinteressante esposizione
allestita al Museo Archeologico Nazionale, visitabile sino al 31 agosto 2003.
- Allombra del Vesuvio, Napoli si divide
tra la voglia sfrontata di sanare il "ferito a morte" e la discesa persistente
della soglia della sua irredimibilità, ma anche tra un progressivo costituirsi, seppur ad
"andamento lento", di un viver civile e una gaia indipendenza della coscienza,
che alcuni chiamerebbero "anarchismo esistenziale", che si somma ad
unirresistibile "joie de vivre".
- Chi è bravo a superarsi potrà nutrirsi
degli incroci, che su Napoli insistono superbi e numerosi, scansando le contraddizioni
aperte e dichiarate.
- E corre sempre veloce, quasi in perenne
fuga, una carica energetica, forse uno speculare assorbimento dellenergia vesuviana.
- E gli artisti la inseguono per possederla,
la colgono, la frammentano nei loro lavori.
- E lenergia convertita in creatività
fa sì che si presentino, in interessanti mostre, vogliose licenze di pittura, ricercate
indagini plastiche e passi grafici di fine taglio.
- Napoli/Roma, 2003
Maurizio Vitiello
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