Ciro Barbaro ieri sperimentava ed
oggi continua a sperimentare, in modo completamente diverso, senzaltro, ma con esiti
indubbiamente efficaci.
Ieri organizzava opere di sapore
"informel" e per mantenere unite le sue composizioni, non volendo far uso di
colle, né sintetiche e né animali, spillava gli spessori materici, che andava a
selezionare, e, poi, per estrema ratio, faceva passare sotto macchine industriali
avanzatissime le sue elaborazioni per farle uscire "sotto vuoto spinto".
Venivano, così, fuori opere ben
compresse e leggibili sotto una plastica trasparente.
Le opere di Ciro Barbaro venivano,
quindi, considerate determinazioni estetiche, seppur anomale, di grande interesse e di
fine intrigo ironico.
E nel panorama dellarte
contemporanea di fine sec. XX i lavori di Ciro Barbaro risultavano di specifica valenza.
Queste opere le realizzava a Reggio
Emilia ed oggi, che si divide tra la tranquilla Caserta e lamata Sicilia,
concretizza ben altre accezioni visive.
Sorprenderà, senzaltro,
questultima sua ricerca, tutta tesa a verificare combinazioni telematiche.
Sperimentando e sperimentando
dinnanzi al computer, spendendo ore ed ore notturne, è riuscito ad immagazzinare la
fotografia di un proprio lavoro, un quadro della serie "BrutArt", nelle linee
del "codice a barre".
Il "codice a barre", che è
rintracciabile su quasi tutti i prodotti, si configura in una rapido rettangolo con una
sequenza di ravvicinati e brevi segmenti neri, più o meno spessi.
Una penna ottica può leggere il
"codice a barre", che serba una memoria, e vengono, così, i dati conservati
elegantemente trasferiti e/o riportati in un elaboratore elettronico e, così, si potranno
aggiornare, ad esempio, entrate o uscite di un prodotto di un supermarket.
Tra il "codice a barre" e
il computer cè feeling e la via di trasmissione avviene, con il prelievo dei dati,
tramite la penna ottica.
Chi avvicina la penna ottica al primo
"codice a barre" inserito in un album che Ciro Barbaro gelosamente rigira tra le
mani e la strofina, con un brevissimo ed accorto andirivieni, vedrà comparire sul
videoterminale limmagine di unopera dellartista, che, poi, può essere
ulteriormente amplificata. grazie ad un particolare proiettore, su un grande schermo.
Un bel giorno, se ne avessimo voglia,
potremmo modificare le immagini alle pareti dellufficio o dello studio, e
consolidare una propria voglia estetica o una propria galleria personale, regolandoci con
una penna ottica per toccare un solo "codice a barre", ma anche di più.
Quindi una pittura di Ciro Barbaro
può essere letta grazie anche ad un procedimento tecnologico avanzato, ma andiamo a
considerare la sua ultima produzione.
Ciro Barbaro, fondamentalmente, si
diverte, oggi, a dipingere principalmente possibili ritratti femminili.
Che sia "Giulietta" o
"Lorenza", il soggetto femminile che ritrae, non ha importanza per il nostro
artista, ma diventano necessarie, significative ed utili colorazioni vive, violente,
fortemente cangianti, vivide e liberatorie, nonché segni tracciati, con efficacia,
motivati da unenergia febbrile, quasi eccitata, di tono e vigore espressionistico.
Lartista senza esitazioni,
senza preamboli, senza raffinatezze, senza calligrafismi e senza problemi stende
impalcature di visi sulle tele, formulate con segnature estreme, su cui spiccano
cromatismi accesi.
Le elaborazioni di Ciro Barbaro
solleticano locchio e sollecitano una fruizione diretta.
Anche il vezzo di scrivere sulle tela
con un segnaletico, forte ed incidente bianco vari riferimenti, titolo, soggetto, firma e
un ironico "BRUTART" rende ogni opera di Ciro Barbaro una legittima
interrogazione, commovente nella sua icasticità. perché fortemente rappresentativa e
prosciugata di retorica.
Una chiara vena inventiva, senza
lacci e priva di congetture, emerge.
E una pittura che osa
distinguersi.
Le figurazioni delloperatore
risultano sincere, dirette, anche se venate da interrogativi umorali, e di netta
partecipazione moderna, perché evidenziano con tratti spezzati e duri, eppur
diligentemente veloci, squarci e contesti di vita.
Lartista, con redazioni
pittoriche incisive e notazioni rapide, riesce ad assumere una posizione propria e certa,
agganciata, comunque, ai solchi di ambiti espressionistici.
La pittura-pittura di Ciro Barbaro,
che snoda sequenze ed inquadrature di bionde, di brune, di rosse, raccoglie un universo
femminile, straniato e, nel contempo, ironico.
La mano dellartista, con
particolare lucidità, lancia e regola con il pennello, imbevuto di acrilici, facce
femminili "sopra le righe", nude nella loro clamorosa lucida dissociazione e
lampeggianti come semafori esistenziali.
Napoli/Roma, 2003
Maurizio Vitiello
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